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Alassio e Laigueglia, sindaci contro le spiagge libere: “Troppi turisti low cost”

Alassio e Laigueglia, sindaci contro le spiagge libere: "Troppi turisti low cost"

Alassio e Laigueglia, sindaci contro le spiagge libere: “Troppi turisti low cost”

GENOVA – I Comuni di Alassio e Laigueglia, in provincia di Savona, contro le spiagge libere che attirano centinaia di turisti low cost nel fine settimana. Turisti che arrivano spesso con pullman ad hoc partiti in giornata da città del Nord come Torino o Milano per far fare un po’ di mare anche a chi non può permettersi di pernottare fuori casa.

Domenica scorsa, scrive Stefano Pezzini su La Stampai bus di turisti erano “almeno sedici, più o meno 800 persone per quattro strisce di spiaggia libera che, in totale, ne potrebbero accogliere la metà”.

Questa situazione preoccupa i sindaci di Alassio, Enzo Canepa, e di Laigueglia, Franco Maglione, che hanno  fatto presente il problema al Comitato provinciale per l’ordine pubblico chiedendo il numero chiuso per le spiagge libere.

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“Responsabile del demanio marittimo è la Regione, ma se la richiesta viene fatta dal Comitato ha più valore – spiega il sindaco Canepa che mette subito le mani avanti -: sia ben chiaro, non stiamo parlando di una richiesta razzista ma di buon senso e di dignità per gli stessi turisti low cost”.

D’accordo con lui il collega Maglione:

“Due settimane fa c’è stata una rissa a bottigliate. Non ci sono stati feriti gravi, ma non si può aspettare il dramma per intervenire. Del resto il caldo e l’alcol creano una miscela pericolosissima. Regolamentare le spiagge libere, che da noi sono piccole, non significa vietarle. Significa dare spazio sufficiente a chi viene in Riviera. (…) Dai bus scendono anche tanti bambini, è giusto che vengano al mare, ma è anche giusto che abbiano condizioni igieniche e di sicurezza adeguate. Laigueglia ha dotato le spiagge libere di docce e trespoli per i bagnini, ma le spiagge sono fatte per gli ombrelloni, non per la vendita di cibo”.

Del resto, se è vero che le spiagge libere sono prese d’assalto oltre la decenza e spesso occupate anche da persone che, con radio o giochi da spiaggia, occupano più spazio di quello che sarebbe legittimo occupare, è vero allo stesso tempo che una giornata in uno stabilimento balneare può costare decine di euro, perfino 80, scrive La Stampa.

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