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Brexit. Oliere, banane, cavalli: assurde leggi Ue, liberiamocene anche noi

ROMA –  Senza uscire dall’Europa, perché anche in Italia non porre fine alle stupide leggi della burocrazia? Un aspetto positivo dello storico referendum Brexit per gli inglesi è che si potranno liberare di tante assurde e costose regole imposte da Bruxelles.  Dà fastidio anche certa burocrazia di Bruxelles: qualche mese fa a Gilleleje, sulla punta settentrionale dell’isola di Copenhagen, Sjaelland, l’ultimo produttore di aringhe affumicate – i danesi ne vanno pazzi – ha chiuso. Non è stata la globalizzazione, ma una direttiva europea che ha stabilito che la tradizionale e pluricentenaria affumicatura del pesce «presenta pericoli per la salute», e dunque andava vietata. Ne hanno parlato i quotidiani per giorni.

Tornando alla Gran Bretagna, ha votato a favore dell’uscita dalla UE ma è solo l’inizio di un lungo processo prima che il paese si separi ufficialmente dalle rete di istituzioni di Bruxelles.  E in mezzo a quella rete ci sono una serie di bizzarre – e alcuni hanno sostenuto irrilevanti, superficiali – normative promosse dalla burocrazia di Bruxelles.

Il Daily Mail riporta alcune delle norme più strampalate che ora i Brexiters sono ben felici di salutare:

1. Divieto di banane curve e cetrioli storti.
Il primo era la direttiva sulla curvatura delle banane. Un esempio spesso citato come “normativa dalla mano pesante” è stato il divieto UE sulle “banana curve e i cetrioli storti”.  Un regolamento UE del 1994, precisava che le banane dovevano essere “prive di curvature anomale” ma Bruxelles è intervenuta anche sulla forma di molti altri frutti e ortaggi, ad esempio i cetrioli che dovevano essere quasi perfettamente dritti. Nel 2008, molte di queste caratteristiche sono state abolite anche se le linee guida rispetto alle banane rimangono negli annali. Solo pochi giorni fa, Boris Johnson è rimasto coinvolto in una bizzarra discussione sulle regole UE su come dovrebbero essere vendute le banane.

La singolare conversazione è stata innescata dai commenti che Johnson ha fatto quando, prima del voto sul referendum, ha preso il suo tour bus diretto alle Midlands. A Stafford, ha affermato:”Se vogliamo riprendere il controllo, il 23 giugno possiamo sbarazzarci di norme e regolamenti inutili che frenano questo paese. E’ assurdo, ci è stato detto che non si possono vendere caschi di banane che ne abbiano più di due o tre o che abbiano la normale curvatura del frutto. Perché dovrebbero dirci questo?”. “Perché dovrebbero stabilire quanto può essere potente un aspiratore o un asciugacapelli?”.  “Questa non è una questione su cui un organismo sovranazionale, può dettare le regole al popolo inglese”.

2. Lampadine a incandescenza
Un’altra cosa che ora potrebbe tornare sul mercato è la lampadina a incandescenza. Nel Regno Unito, in seguito alle normative europee, dal 2009 sono state gradualmente eliminate.
Il governo ha vietato l’importazione di lampadine da 100 watt, seguito nel 2011 da un divieto per quelle da 60 watt e da un altro totale, nel 2012, che riguarda tutte le lampadine “tradizionali”.
Le lampadine sono state considerate non ecocompatibili poiché il 95% circa dell’energia viene dispersa sotto forma di calore.
Dopo il divieto dell’UE sono stati riportati casi di persone che hanno subito attacchi epilettici a causa della tremolante luce delle lampadine fuorescenti, apparentemente eco-compatibili.

3. Aspirapolvere
Nelle ultime settimane, Boris Johnson ha colpito la burocrazia di Bruxelles, affermando che aveva messo pesanti costi aggiuntivi sui commercianti del Regno Unito che vendono prodotti come banane, aspirapolvere e asciugacapelli.
La Commissione europea ha scatenato una protesta vietando due anni fa i potenti aspiratori.
Dal 1° settembre 2014, alle aziende è stata proibita la produzione o importazione di qualsiasi tipo di aspirapolvere sopra al limite dei 1.600 watt, così da ridurre il consumo di energia elettrica.
La direttiva avrebbe dovuto essere estesa a bollitori, tostapane, asciugapelli e altri apparecchi di uso domestico ma è stata accantonata all’inizio di quest’anno nel timore che portasse gli inglesi verso l’uscita dall’Europa.

4. L’acqua potabile non previene la disidratazione.
Nel 2011, una sentenza da parte della Commissione europea ha affermato che l’acqua potabile non “previene la disidratazione”. Le autorità UE hanno approvato una legge in cui si sostiene che gli scienziati non avevano trovato prove che l’acqua potabile fermasse la disidratazione.
Ai produttori di acqua in bottiglia, è stato vietato di apporre etichette sui prodotti in cui si suggerisce che il consumo prevenga la disidratazione.

5. Divieto guida per i diabetici.
Le leggi europee introdotte nel 2011, hanno fatto sì che i conducenti che trattano il diabete con l’insulina e che hanno avuto uno o più episodi di grave ipoglicemia, potrebbero perdere la patente di guida.
Se i malati hanno avuto uno o più episodi di grave ipoglicemia – quando gli zuccheri nel sangue di un paziente scendono a livelli pericolosamente bassi – e l’assistenza da parte di un’altra persona, sarebbero tenuti a informare la Motorizzazione Civile.
Diabetes UK ha detto che la Motorizzazione non fa differenza tra gli episodi di glicemia notturni e diurni, il che significa che persone malate di diabete, stanno perdendo inutilmente la patente.
Dopo un riesame, la Commissione europea ha affermato che il divieto per le persone in situazione di ipoglicemia grave durante il sonno, dovrebbe essere revocato. Diabetes UK, ha detto che alla Motorizzazione sarà chiesto di apportare le modifiche entro il 2018.

6. E’ illegale mangiare il proprio cavallo domestico.
Nel 2009, una legge aveva stabilito che era illegale mangiare i cavalli domestici, dopo che le cifre avevano rivelato che circa due milioni erano stati divorati, ogni anno, in tutta l’UE.
Secondo le linee guida, tutti i cavalli, pony, asini e specie affini (incluse le zebre) devono avere un passaporto equino che identifica l’animale del padrone, per altezza e specie.
Dichiara inoltre se l’animale possa essere utilizzato come alimento al termine della sua vita.
I proprietari, compilando l’apposita sezione del passaporto, possono dichiarare che l’animale non è destinato al consumo umano, compilando l’ apposita sezione del passaporto, e in seguito la dichiarazione non potrà essere modificata.
7. Confetture, gelatine e linee guida marmellata
Nel 2010 venne emanata una direttiva sulle confetture, marmellate e gelatine.
Le norme UE hanno stabilito che una conserva, per essere chiamata marmellata, deve contenere almeno il 60 per cento di zucchero.
Tutto ciò che ne contiene in quantià inferiore, deve essere definito “frutta da spalmare”, mentre una marmettala con meno del 50% di zucchero deve essere chiamata “conserva”.
In ogni caso, dal 2013, queste leggi sono diventate più elastiche.

8. Olio d’oliva.
Tre anni fa, l’Unione Europea prevedeva di bandire le oliere che venivano riempite ogni volta e servite sulle tavole dei ristoranti europei. La legge prevedeva che sarebbero state accettate solo oliere con marchio originale e sigillo di garanzia integro. Ma il piano del 2013 sulle oliere ebbe un grande riscontro negativo, incluso David Cameron, e non ebbe quindi mai effetto.


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