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Cantone passato alla “marijuana libera” fa dire a Gasparri: “Pericoloso”

Cannabis legalizzata. Il passaggio di Renato Cantone al fronte del sì ha determinato dure reazioni contrarie. Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, che ha parlato, senza mezzi termini, di “pericolosità e pochezza” di Cantone, magistrato e presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Secondo Gasparri, Cantone è andato

“fuori dalle sue competenze, si è messo a delirare sul tema della droga dicendo cose senza fondamento e venendo smentito da un magistrato ben più valoroso e serio come il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che da massimo esperto nella lotta al narcotraffico ha ribadito quanto sarebbe illusorio e sbagliato legalizzare la cannabis perché non scalfirebbe i guadagni della criminalità”.

Maurizio Gasparri ha aggiunto che “Cantone si deve dimettere” e promettesso che “contesteremo in ogni campo la sua azione”.

“Come può combattere la corruzione – si è chiesto Gasparri – chi propone una scelta amorale e devastante come quella della legalizzazione della cannabis? È un corruttore di coscienze, ben più pericoloso dei fenomeni che dice di voler combattere, con un protagonismo politicista proteso ad alimentare una carriera personale. Lo invitiamo ancora una volta a riflettere sulle parole di Borsellino e Gratteri”.

Alla replica di Cantone a Gratteri, Gasparri è di nuovo intervenuto affermando che Cantone

“insiste con le sue sciocchezze, tra l’altro storpiando i dati esatti dati da Gratteri, dimostrando un’ostinazione degna di miglior causa. Si occupi di ciò che dovrebbe trattare e non di argomenti che non conosce. Oramai interviene ogni giorno sul tema della legalizzazione della droga, confermandosi un corruttore di coscienze. Ci sarebbe di che vergognarsi”.

La posizione del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, è in queste parole:

La scorsa settimana sono stato in una comunità di recupero alla periferia di Catanzaro e le persone che si trovano lì mi dicevano che le droghe leggere non vanno legalizzate, perché loro hanno cominciato con quelle. Se dobbiamo discutere di questi temi, perché non andiamo a sentire anche loro? Di questi argomenti bisogna parlare soprattutto con i dati e mai facendo filosofia o dichiarazioni di principio. E i dati dicono che su 100 tossicodipendenti, 5 fanno uso di hashish e marijuana e solo il 25% di questi ultimi è maggiorenne, mentre il restante 75% è minorenne. Quindi, affermare che legalizzare la cannabis aiuta a colpire chi fa affari con la droga non è vero, perché la quota di affari legati alle droghe leggere è risibile rispetto al totale”.