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Capri, microspia in villa: così custode spiava ospiti vip

CAPRI – Aveva installato una microspia nella villa di Capri che ospita vip e li spiava. Il custode della villa dell’ingegnere Wolf Chitis, imprenditore napoletano noto in Italia e all’estero, che ogni estate ospita personaggi noti è stato arrestato il 16 marzo. Massimo Amodio, dipendente di Chitis e factotum della villa a Capri, è accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti, oltre che di violenza privata.

Rosa Palomba su Il Gazzettino scrive che durante le indagini per lo spaccio di droga da parte del custode Amodio nella villa in via Aiano di Sopra gli agenti hanno trovato anche delle microspie ambientali:

“Due filoni d’indagine hanno spinto il pm Raffaello Falcone e il gip Anita Polito, del tribunale di Napoli, a emettere un ordine di arresto nei confronti di Massimo Amodio, indagato per detenzione e spaccio di stupefacenti, oltre che di violenza privata. Tutto nasce circa due anni fa, quando il giardiniere della villa, nel proprio alloggio trova una microspia ambientale collegata a una sim card risultata intestata ad Amodio, e collocata in una presa della corrente elettrica. Il giardiniere denuncia il fatto al commissariato.

Il fascicolo viene inviato al tribunale di Napoli ed emerge che il factotum aveva un precedente per droga. Nel 2012 era stato infatti arrestato perché in pos di tre chilogrammi di marijuana. L’uomo finisce ai domiciliari, in uno degli alloggi che gli sono stati assegnati a villa Chitis, e «continua a svolgere il proprio lavoro con rigore e professionalità». Una nuova svolta però, a settembre 2015. Nell’ambito di una serie di servizi per contrastare la criminalità, i carabinieri del capitano Marco La Rovere, che dirige la Compagnia di Sorrento, e gli uomini della stazione di Capri con il luogotenente Pietro Bernardo, arrestano cinque giovani per spaccio e consumo di stupefacenti.

Hanno tutti meno di trent’anni e due sono stranieri. Tra questi, in seguito alle testimonianze degli indagati, emerge di nuovo il nome di Amodio. Dinanzi ai giudici, la posizione di quest’ultimo viene però stralciata perché gli elementi contro il 38enne di Pimonte, comune stabiese dei Monti Lattari, risultano deboli. Le indagini intanto continuano. E alcuni tra gli arrestati di settembre, dichiarano di aver comprato la droga proprio da Amodio, in un vicoletto a ridosso della villa. Cinquanta-cento grammi di canapa indiana. Concluse le verifiche, nei giorni scorsi il pm Falcone per Amodio ha chiesto l’arresto in carcere. Alla fine, per l’uomo è stato disposto l’obbligo di dimora a Capri, e il divieto di uscire dalle 22 alle 8”.


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