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Carlos Slim, 4.o più ricco al mondo, presidente del Messico per fermare il muro di Trump?

Carlos Slim, 4 più ricco al mondo, presidente del Messico per fermare il muro di Trump?

Carlos Slim, 4 più ricco al mondo, presidente del Messico per fermare il muro di Trump?

Carlos Slim, uno degli uomini più ricchi del mondo, potrebbe essere il presidente del Messico giusto per far fronte a Donald Trump: è immensamente ricco e potente. Il suo patrimonio è valutato in oltre 97 miliardi di dollari. Nel 2016 si è attestato, con i suoi 50 miliardi, al quarto posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo.

Slim è anche il principale azionista del New York Times, il giornale più influente del pianeta. Inoltre Slim, cattolico, è anche molto influente in Vaticano, grazie agli ingenti stanziamenti in attività benefiche.

Molti messicani lo vorrebbero vedere alla presidenza del Messico. Sui social network, informa la agenzia Ansa, sta girando un video, diventato subito virale, che propone appunto il magnate messicano quale candidato in vista delle elezioni presidenziale nel 2018.

Su Twitter l’hashtag “Animate Slim” (‘provaci Slim’) sta raccogliendo un grande successo.

Discendente di una famiglia di imprenditori libanesi di religione cristiano maronita, Slim è alla guida del maggior gruppo finanziario-imprenditoriale del Paese, ed è uno degli uomini più ricchi del pianeta.

Sul sito de La Prensa un lungo articolo con il video in cui si sostengono le ragioni che fanno di Carlos Slim il soggetto più adatto.

Slim non solo “non ruberà” perchè “non ha bisogno di nessuno” ma rappresenta “l’antidoto” contro Trump: è infatti “l’unico messicano” che riesce a intimorire al futuro presidente statunitense, sottolineano molti dei messaggi pubblicati su Twitter.

Slim, secondo WIkipedia, è il più importante magnate delle telecomunicazioni dell’America Latina: detiene, infatti, il controllo di tre delle più importanti società del continente, la Telmex, la Telcel, e la América Móvil. Messe insieme, le tre aziende controllano circa il 73% del traffico di telefonia mobile dell’America latina, con oltre 100 milioni di utenti.

Il suo impero, che secondo la prestigiosa rivista Fortune realizza il 5% del PIL messicano, non si limita al mondo delle telecomunicazioni. La cassaforte di famiglia possiede banche e catene di ristoranti, piantagioni di tabacco e retailer informatici oltre al 3% delle azioni della Apple. Carlos Slim ha dedicato un museo alla moglie, scomparsa prematuramente, il Soumaya Museum. La sua collezione di 70mila oggetti d’arte appartenenti a dieci secoli comprende opere di Leonardo da Vinci, quadri di Tiziano, Tintoretto, El Greco, Rubens, Dalí, Modigliani, Chagall e Miró, oltre a molte opere di Auguste Rodin, di cui Slim possiede la più importante collezione privata e la più ampia al di fuori della Francia.

In Messico si parla d’altra parte anche di Trump a seguito della scelta del presidente Enrique Pena Nieto per l’incarico di nuovo ministro degli esteri, ovvero l’ex titolare delle finanze Luis Videgaray. L’opposizione ha criticato la scelta del presidente ritenendo che Videgaray abbia buoni contatti con il team del presidente eletto. “Pena Nieto ha non solo invitato lo scorso agosto Trump in Messico: ora ha puntato alla nomina del burattinaio” di tale operazione, hanno sottolineato rappresentanti del partito conservatore Pan.

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