Cronaca Italia

Coltiva cannabis e viene arrestato: era per curarsi, gli riconoscono i domiciliari

Coltiva cannabis e viene arrestato: era per curarsi, gli riconoscono i domiciliari

Coltiva cannabis e viene arrestato: era per curarsi, gli riconoscono i domiciliari

L’AQUILA – Hanno trovato nella sua casa diverse piante di cannabis, ma l’uomo le coltivava per curare la propria malattia. Per questo motivo Fabrizio Pellegrini, pianista affetto da fibromialgia finito in carcere a Chieti nel 2016, potrà scontare la sua condanna agli arresti domiciliari. La decisione arriva dal tribunale di Sorveglianza de L’Aquila, che ha fissato un precedente storico riconoscendo il valore terapeutico della cannabis.

Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi, e legale di Fabrizio Pellegrini ha commentato con soddisfazione la sentenza, citandone il testo:

“Fondamentale nella motivazione dell’ordinanza il riconoscimento del valore terapeutico della cannabis. ‘Bisogna precisare che la cannabis viene utilizzata a fini terapeutici, essendo affetto da fibromialgia’. Quindi il Tribunale, presieduto da Maria Rosaria Parruti, ha ritenuto ‘di poter compiere una prognosi positiva in favore del condannato’.

Se Fabrizio non torna in carcere, dove avrebbe avuto ben poche possibilità di sopravvivenza, è merito anzitutto della Magistratura che con lungimiranza ha operato una netta distinzione sulle finalità della sostanza stupefacente, riconoscendo per la prima volta quella terapeutica. Ma bisogna ringraziare anche Rita Bernardini, la ‘Garante di fatto’ dei detenuti abruzzesi che ha sollevato il caso, la comunità di Crevalcore, senza la cui generosa ospitalità Pellegrini non avrebbe potuto accedere ai benefici e il senatore Luigi Manconi che tanto si è attivato per garantirgli questa collocazione”.

L’avvocato del pianista ha poi concluso la sua dichiarazione:

San raffaele

“Adesso l’obiettivo è trovare per Fabrizio una sistemazione definitiva e, soprattutto, garantirgli l’accesso ai farmaci, affinché si possa finalmente curare. Dall’ordinanza emerge chiaramente come sia sempre stato estraneo a ogni circuito criminale e, con la scelta della coltivazione domestica delle piantine di cannabis, di fatto si è opposto alla criminalità organizzata, che trae lucro e vigore proprio dallo spaccio delle sostanze stupefacenti”.

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