Blitz quotidiano
powered by aruba

Equitalia, Gasparri: “Un bluff, le tasse aumenteranno” e Zanetti

“Equitalia non scompare. Cambierà solo nome e i contribuenti continueranno ad essere tartassati come e più di prima, giacché sono stati preventivati incassi per il 2017 di quattro miliardi in più” è la amara previsione di Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, cui sembrano fare da riscontro le parole rassicuranti per i dipendenti di Equitalia di Enrico Zanetti, viceministro all’Economia.

Gasparri constata:

“Svelato l’ennesimo bluff a fini referendari di Renzi”.

 

Aggiunge Gasparri:

“Restano poi le difficoltà oggettive legate al trasferimento del personale da Equitalia all’Agenzia delle entrate. Quanto alla rottamazione delle cartelle esattoriali, va detto che ci sarà in parte e che anzi proprio l’incertezza, alimentata da notizie diffuse senza che ci fosse un testo scritto, ha generato solo false aspettative e caos con mancate riscossioni. Perfino la Presidente della Camera, di fronte al ritardo nella presentazione della legge di bilancio, ha dovuto rimproverare il governo. Insomma, le mirabolanti offerte del truffatore seriale sono delle autentiche ‘patacche’. Sperava di conquistare altri Si, ma a dicembre sarà sommerso dai No”.

Enrico Zanetti, viceministro all’Economia, ha dichiarato:

“Ritengo doveroso tranquillizzare i dipendenti di Equitalia. Le norme sono chiare: il passaggio nel nuovo ente pubblico economico sarà per tutti senza soluzione di continuità e nel mantenimento delle posizioni giuridiche e contrattuali”.

Aggiunge Enrico Zanetti che

“se sarà opportuno migliorare il testo su questo punto per renderlo ancora più chiaro, lo faremo insieme al Parlamento, ma tengo a ribadire che è un punto fermo e so di dire qualcosa che è condivisa da tutto il Governo”.

Zanetti nella sua nota ricorda che i dipendenti di Equitalia

“sono da sempre al centro di attacchi vergognosi da parte di forze politiche irresponsabili ed è normale che vivano certi passaggi con apprensione. Noi sappiamo perfettamente che i primi ad essere contenti di una riforma della riscossione in senso meno vessatorio rende felice anzitutto chi, come loro, deve applicare le regole che Governo e Parlamento decidono”.