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Family Day, scritta su Pirellone. Sui social ironia e rabbia

MILANO – Family Day, scritta su Pirellone. Sui social ironia e rabbia. Una gigantesca scritta realizzata con l’illuminazione degli uffici. E così, nella serata di venerdì 22 gennaio il Pirellone, sede della Regione Lombardia, si illumina con la scritta “Family Day”. A decidere il tutto è stato il governatore lombardo Roberto Maroni e la scritta, come prevedibile, ha scatenato non poche polemiche. Anche perché, dato non trascurabile, arriva nel giorno in cui a Milano, come in tutta Italia, si manifesta a favore delle unioni civili.

I primi a tentare di sabotare la scritta sono stati alcuni consiglieri dell’opposizione che, spegnendo le luci dei loro uffici, hanno reso la scritta meno chiara. Al resto, invece, ci ha pensato il web. Su twitter in particolare sono fioccati post e foto sarcastici nei confronti dell’iniziativa. Ha iniziato il cantante Mika che su twitter, in inglese, ha descritto l’amarezza della comunità gay di Milano. Poi è stata la volta di tanti utenti del web, sia con una serie di foto montaggi, sia con una pioggia di critiche sulla pagina istituzionale della Regione Lombardia su Facebook.

Roberto Maroni si difende, dice che la Costituzione è con lui. Rivendica la scelta. La comunità gay di Milano, però si sente discriminata da una presa di posizione istituzionale. Maroni replica così:

“Anche questa volta – scrive – i soliti professionisti del “politically correct (???)” non sanno fare altro che sputare odio e intolleranza verso chi ha opinioni diverse dalle loro. Mi fanno pena. Noi andiamo avanti per la nostra strada, che è quella giusta: riconoscere i diritti di tutti, certo, ma tutelare la famiglia naturale garantendole (come noi facciamo in Lombardia) tutti quei diritti che la nostra Costituzione repubblicana stabilisce all’articolo 29: ‘La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio'”.

 

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