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Imu, caos pagamenti. Solo a Genova 14mila contestazioni

 

GENOVA – Imu, solo a Genova sono oltre 14mila gli avvisi di accertamento per pagamenti non in linea. Colpa del “caos” innescato dal passaggio dalla vecchia Ici, abolita dal governo Berlusconi, alla Imu del governo Monti, introdotta nel 2011 in piena crisi spread e credibilità internazionale.

Ma la nuova imposta sugli immobili (altrimenti detta tassa sulla prima casa) non era particolarmente chiara, anche perché, sottolinea Alessandro Palmesino sul Secolo XIX, il Comune, per andare incontro ai cittadini, aveva concesso il pagamento a rate, e forse c’è chi se n’è dimenticata una.

Fatto sta che a quattro anni di distanza dall’introduzione dell’Imu il Comune di Genova ha presentato il conto: sono oltre 14mila i pagamenti non in linea. Non sempre a debito, spiega ancora il quotidiano ligure, ma talvolta a credito. In ogni caso ai genovesi in questione arriveranno lettere da Palazzo Tursi riguardo a quella famosa tassa.

Scrive Palmesino sul Secolo XIX:

Il Comune, prima che intervenga la prescrizione, si è attivato per chiarire la situazione di una bella fetta di cittadini. 14.421 in totale gli accertamenti (o meglio gli avvisi di accertamento) che stanno arrivando in questi giorni. (…) Non ci sono lunghe code al Matitone, né i Caf o i commercialisti sono oberati di lavoro. Resta però un problema evidente: Tursi non ha saputo o potuto rendere più semplice la riscossione.

Uno dei problemi maggiori per i cittadini è dato dal fatto che, mentre fino al 2011 i Comuni inviavano ai contribuenti bollettini per l’Ici, con indicata l’importo da pagare, dopo l’abolizione (temporanea) della tassa hanno smesso di farlo. E così adesso per i cittadini e i Comuni è tutto più difficile.


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