Blitz quotidiano
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Isis crocifigge sacerdote il giorno del venerdì santo

SANA’A – Gli jihadisti del cosiddetto Isis il 26 marzo, venerdì santo per la religione cattolica, hanno crocifisso il sacerdote salesiano padre Thomas Uzhunnalil, 56 anni, che era stato rapito in Yemen all’inizio di marzo durante un raid in una casa di riposo gestita dalle Missionarie della Carità di madre Teresa.

Per l’esecuzione del religioso, i terroristi islamici hanno seguito gli stessi metodi utilizzati dai Romani su Gesù, la cui crocifissione viene ricordata ogni anno proprio nel giorno del venerdì santo.

Padre Uzhunnalil era originario dell’India. Per la sua liberazione si erano mosse sia personalità religiose sia personalità diplomatiche. Le stesse autorità yemenite avevano condannato l’assalto alla casa di riposo.

Il raid degli islamisti in cui il sacerdote era stato fatto prigioniero era avvenuto il marzo scorso. In quel blitz 16 suore e infermiere vennero uccise.

Il vescovo Paul Hinder, a capo della Chiesa cattolica in Yemen, ha detto che diverse volte i missionari sono stati oggetto di minaccia, ma si sono sempre rifiutati di lasciare il Paese. Anche papa Francesco aveva celebrato le suore uccise come martiri.

“Le suore di Madre Teresa trucidate in Yemen insieme ad altre 12 persone, in un brutale assalto terroristico ad una casa di cura per anziani, sono martiri di oggi e sono vittime anche dell’indifferenza”: aveva detto il pontefice durante l’Angelus, lanciando un severo atto d’accusa verso un’opinione pubblica indifferente alla sorte di persone che danno la vita per gli altri e “per la Chiesa” ma il cui massacro “non fa notizia” e non riempie le “copertine dei giornali”.

“Esprimo la mia vicinanza alle Missionarie della Carità per il grave lutto che le ha colpite due giorni fa con l’uccisione di quattro religiose ad Aden, nello Yemen, dove assistevano gli anziani. Prego per loro e per le altre persone uccise dell’attacco, e per i familiari. Questi sono i martiri di oggi!”.