Blitz quotidiano
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Isis, gli Usa distruggono un sito di armi chimiche in Iraq

NEW YORK – Un raid americano della coalizione anti-Isis il 13 settembre ha portato alla distruzione di un sito in cui i jihadisti si dedicavano alla creazione di armi chimiche.  Gli aerei sono entrati in azione in Iraq dove hanno distrutto un’ex impianto farmaceutico in cui i jihadisti producono armi letali a base di cloro e gas mostarda. Armi che verrebbero utilizzate anche contro i civili.

A rendere pubblica l’operazione, condotta con i caccia e i bombardieri B-52, è stato un responsabile del Pentagono, il generale Jeffrey Harrigian, capo dello Us Air Force Central Command. Il raid è avvenuto nei pressi di Mosul, a nord della città, e ad essere colpiti sono stati almeno 50 obiettivi del vasto sito che – spiegano i vertici militari Usa – rappresentava “una minaccia significativa”.

“L’esistenza di quell’impianto rappresenta un’altro chiaro esempio di come l’Isis ignori con disprezzo le norme e le leggi internazionali”, ha detto Harrigian, che ha parlato della partecipazione all’operazione di almeno 12 aeroplani Usa. Il Pentagono ha rilasciato anche un video del raid che – riportano i media americani – mostra una serie di edifici colpiti e completamente distrutti.

L’azione – è stato ancora spiegato – rientra nell’ambito di uno sforzo più ampio portato avanti dalla coalizione che è quello di eliminare il più  possibile le fonti attraverso cui l’Isis si finanzia, uccidere i leader jihadisti e creare “disfunzioni” nell’organizzazione terroristica in modo da indebolire la sua minaccia in Iraq e in Siria.

Che l’Isis produca armi chimiche non è un segreto da tempo, da quando scattò l’allarme sugli ex depositi di sostanze letali del regime di Saddam Houssein caduti in mano ai jihadisti. Ultimamente il Pentagono aveva quindi confermato le voci sul pos da parte dei jihadisti di armi a base di agenti micidiali come il cloro e il gas mostarda. Le forze di sicurezza irachene, impegnate nella riconquista di Mosul (l’ultima roccaforte jihadista in Iraq) hanno più  volte denunciato di essere state attaccate con sostanze tossiche che provocano ustioni e problemi respiratori.


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