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Licenziato da Esselunga. “Mandato via per le mie denunce”

MASSA – Licenziato dal supermercato Esselunga di Massa in cui lavorava per aver registrato un colloquio con il dirigente. Ma lui, Jonathan Milani, 43 anni e due figli, si difende: “Mandato via per le mie denunce sulle malattie professionali di cassiere e banconisti riconosciute dalla stessa Inail”.

Insomma, come scrive Claudio Figaia sul TirrenoMilani, delegato sindacale della Cgil e rappresentante della sicurezza per i lavoratori, sarebbe un lavoratore “scomodo” e il licenziamento punterebbe a fare fuori una voce critica nei confronti dell’azienda.

E’ stato il 13 aprile scorso che Esselunga spa ha notificato a Milani la lettera di licenziamento per avere rotto il rapporto di fiducia che deve legare il dipendente al suo datore di lavoro cercando di registrare la conversazione con il suo dirigente.

Ma per la Cgil le cose non stanno così:

“È una ritorsione. Le ragioni formali del licenziamento appaiono pretestuose. Nascondono molto più verosimilmente l’insofferenza aziendale verso la sua attività di assistenza ai lavoratori e di denuncia alle autorità, in merito alle numerose malattie professionali rilevate nella sua azienda e già riconosciute dall’Inail”, scrive Dante De Angelis ex dipendente di Trenitalia, licenziato anch’egli per avere denunciato carenze di sicurezza sui luoghi di lavoro, in una lettera aperta inviata al presidente della Regione Enrico Rossi e al “capo” di Esselunga Bernardo Caprotti.

La Cgil ha impugnato il licenziamento e ha presentato ricorso davanti al giudice del Lavoro. E nella vertenza affiorano anche questioni legate ai ritmi di lavoro a cui sarebbero sottoposti i dipendenti Esselunga che provocherebbero, secondo Cgil, un numero “esagerato” di malattie professionali.

Scrive Figaia sul Tirreno:

Milani ha partecipato in qualità di relatore a numerose iniziative formative organizzate dalle Asl e dalla stessa Regione Toscana sulla sicurezza dei dipendenti, mettendo in evidenza una (presunta) anomala incidenza di patologie tra i dipendenti Esselunga che sarebbe conseguenza delle modalità e del’organizzazione del lavoro adottate in quell’azienda. «Malattie professionali che l’Inail – spiega lo stesso Milani –  ha riconosciuto, assumendosi gli oneri di assicurazione e assistenza per questi lavoratori, in prevalenza cassiere e banconisti che hanno avuto patologie derivate da condizioni di lavoro non adeguate». Insomma, Jonathan sarebbe un lavoratore “scomodo” e il licenziamento punterebbe a fare fuori una voce critica nei confronti dell’azienda. L’udienza di ieri sul licenziamento è stata però rinviata. Al 22 giugno.


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