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Maltempo, scuole chiuse per “gelo” da nord a sud. E scoppia il caso Roma

Maltempo, scuole chiuse per "gelo" da nord a sud. E scoppia il caso Roma

Maltempo, scuole chiuse per “gelo” da nord a sud. E scoppia il caso Roma (foto Ansa)

ROMA – Un ritorno ‘di ghiaccio’ quello di tanti studenti di Roma e del suo hinterland oggi 9 gennaio, a scuola. Dopo la lunga pausa natalizia e l’ondata di gelo che ha investito anche la Capitale, diverse strutture hanno accolto insegnanti e ragazzi in un clima tutt’altro che confortevole, tra scolaresche in ‘rivolta’ e plessi che hanno dovuto sospendere le attività.

E’ successo all’istituto di istruzione superiore di via Silvestri 301 dove un blocco della caldaia causato dalle temperature rigide ha provocato la mancanza di riscaldamento nelle sedi Malpighi e Ceccherelli e la conseguente sospensione dell’attività didattica già alle 9 del mattino. “Ripristinato il funzionamento dell’impianto – l’avviso sul sito della scuola -, le lezioni riprenderanno regolarmente domani”.

Dal Campidoglio sottolineano che “su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale, sono stati segnalati 62 malfunzionamenti o mancati avvii. Su circa una ventina di questi malfunzionamenti si è già prontamente intervenuti ieri. I restanti si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione”.

Dal Comune inoltre, rivendicano l’operazione ‘scuole calde’ lanciata nei giorni scorsi dalla sindaca Virginia Raggi: riscaldamenti accesi con almeno 24 ore di anticipo sull’apertura dei plessi e stamane dalle tre del mattino. Nella giornata di ieri inoltre, i presidi avevano invitato i genitori a vestire i figli in maniera adeguata presentandosi a scuola col piumino. Ma nonostante questo, il primo giorno di scuola dopo le feste è costellato da polemiche e aspre lamentele. In provincia di Roma,”al liceo Pascale e al liceo Foscolo registriamo temperature polari questa mattina – dice il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio Mario Rusconi -. In generale ci arrivano segnalazioni di disagio dalle scuole romane che dipendono dal fatto che i riscaldamenti sono rimasti spenti per 15 giorni durante le vacanze natalizie. Il problema si trascina da più di dieci anni, non si può risparmiare su questo settore”.

All’istituto Galilei di Roma per l’eccessivo freddo i ragazzi sono in ‘rivolta’: se continua così domani molti non entreranno. “La loro è una richiesta di aiuto, la scuola è ghiacciata. In classe stanno con piumino e cappello ma palestre e laboratori sono inagibili – punta il dito la preside Elisabetta Giustini -: La sindaca Raggi è anche sindaca della Città Metropolitana, avrebbe dovuto dare indicazioni di riscaldare anche gli istituti statali 24 ore prima”.

Da Pomezia la dirigente scolastica del Pascal, Laura Virli, lamenta “un termometro fermo a 7 gradi da stamane” con “i riscaldamenti che sono stati spenti a mezzogiorno. I ragazzi sono congelati, molti maggiorenni sono usciti prima per il freddo. È una cosa scandalosa – tuona – non si può risparmiare sui riscaldamenti”. Ma i disagi per il freddo vengono segnalati da nord a sud della città: dall’asilo nido Campo di tulipani e alle scuole materne Torre e Manzoni, dall’istituto comprensivo Matteo Ricci fino al liceo Machiavelli. Secondo Andrea Russo, segretario della rete degli studenti medi del Lazio, ‘l’operazione scuole calde’ “non è stata sufficiente, i problemi sono strutturali. Diverse scuole di Roma hanno riscontrato guasti agli impianti di riscaldamento. Dal Newton al Plinio Seniore nonostante i termosifoni siano accesi si muore di freddo, con tutte le giacche pesanti e i guanti”.

La situazione non è critica solo a Roma. Complice l’ondata di gelo che sta interessando da giorni buona parte della Penisola, molti studenti sono usciti in anticipo sull’orario scolastico o non hanno proprio fatto lezione. Le situazioni più critiche al sud, alle prese con un’inedita situazione che ha portato alla caduta della neve anche in pianura. Ma non sono mancate anche situazioni particolari al nord.

Alla Nicolò Garzilli e al plesso Trinacria di Palermo, gli studenti sono usciti prima. Stessa cosa a Bergamo. Qui, il blocco delle caldaie al Vittorio Emanuele ha convinto la dirigente scolastica a rimandare a casa i 1.250 studenti: “Alle 10, non avendo raggiunto i 18 gradi previsti per legge, ho mandato i ragazzi a casa – ha detto Lorena Peccolo – Sono rimasti gli insegnanti per i colloqui già programmati con i genitori, e nel pomeriggio si sono svolti regolarmente gli scrutini”.

Guasti hanno interrotto la normale giornata anche a Bologna, in due primarie del quartiere Savena, alle medie di via Pascoli, alla Guido Reni, all’elementare di via Brunacci, a Milano, e in alcune scuole pisane.

In Campania invece, soprattutto nel Salernitano e a Benevento, le scuole non hanno aperto. Stessa cosa a Lecce, in molti comuni calabresi, in provincia di Campobasso, nel Palermitano, a Lecce, Brindisi, a Taranto, in molte località dell’Abruzzo.

A Matera si tornerà a scuola giovedì 12 gennaio. In questo caso, il problema è rappresentato dai collegamenti difficili. A Potenza, invece, le scuole resteranno chiuse solo martedì.

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