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Marianne Obrist, sangue sulla mazza da baseball di Badr Rabih, la parola al Ris

Marianne Obrist, sangue sulla mazza da baseball di Badr Rabih, la parola al Ris

Marianne Obrist, sangue sulla mazza da baseball di Badr Rabih, la parola al Ris

Nel giallo sulla uccisione di Marianne Obrist decisivo sarà l’esame del Ris di Parma. Nella lente del microscopio e negli alambicchi del laboratorio sono le macchie di sangue trovate su una mazza da baseball. Una serie di colpi ferocemente e spietatamente sferrati sul suo corpo la hanno uccisa. La mazza da baseball appartiene a Badr Rabih, convivente della donna. Marianne Obrist viveva a Millan, presso Bressanone, in provincia di Bolzano, Alto Adige.

Marianne Obrist 39 anni, era di queste valli, Badr Rabih, 34 anni, è marocchino in Italia da 4-5 anni, regolarmente residente. e ora è in carcere, in attesa di essere interrogato da un magistrato della Procura della Repubblica di Bolzano. Badr Rabih è accusato di avere ucciso Marianne Obrist. Si dichiara innocente. Ha trovato Marianne morta al suo rientro a casa, lunedì 28 agosto.

In un primo momento le notizie filtrate dagli investigatori attribuivano la morte a una serie di coltellate. Invece lo stesso risultato lo ha raggiunto la mazza da baseball. Marianne Obrist è stata colpita tante volte e con tanta violenza da subire una grave emorragia che l’ha fatta morire.

L’autopsia sul corpo di Marianne Obrist,  ha  escluso che la morte sia sopraggiunta per autolesionismo: sul corpo della vittima sono stati trovati numerosi ematomi compatibili con un corpo contundente.

I colpi subiti, secondo il medico legale, avrebbero provocato un’emorragia interna che avrebbe provocato il decesso. Sul corpo compaiono anche diversi tagli che tuttavia non sarebbero stati determinanti per il decesso.

Gli investigatori ritengono di avere individuato il movente del delitto.  Secondo le indiscrezioni, va cercato “nell’area personale”.

Il delitto è avvenuto in un complesso di case popolari nel quartiere di Millan, ai margini della cittadina altoatesina, ai piedi della Plose, la montagna della città, meta d’inverno di migliaia di sciatori. Nella frazione, la più antica della città vescovile, si trova il celebre santuario della Madonna della sabbia, meta di pellegrinaggi sin dai secoli scorsi.

A trovare il corpo ormai senza vita della donna, martoriato dalle coltellate, sono stati gli uomini del 118, giunti sul posto dopo unallarmante telefonata fatta dall’uomo stesso. Nella chiamata, il marocchino diceva che la donna si era sentita male, spiegando il fatto con una caduta.
Quando i soccorritori sono giunti sul posto, però, il quadro che si è presentato loro davanti era ben diverso: la donna giaceva riversa in una pozza di sangue nella vasca da bagno della toilette dell’appartamento.

Immediatamente sono stati i chiamati i carabinieri che hanno interrogato l’uomo sui particolari della vicenda. L’uomo sarebbe caduto in numerose contraddizioni ed è stato perciò fermato. All’interno dell’appartamento sarebbe stato sequestrato anche un coltello, probabilmente l’arma usata per il delitto.

Da quanto raccontano i vicini di casa della vittima, la donna era stata sposata e qualche anno fa aveva lasciato il marito. Da un po’ di tempo conviveva con Badr. La donna, sempre secondo i vicini di casa, viveva di lavori saltuari, talvolta come badante, mentre l’uomo risulta disoccupato.

I due, dicono i vicini, vivevano in maniera molto riservata, anche se qualcuno degli inquilini della palazzina che occupa decine e decine di famiglie afferma che qualche mese fa già ci sarebbero stati problemi per un improvviso diverbio scoppiato fra i due.

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