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Napoli, gioielliere Salvatore Gala ucciso nel suo negozio a Marano. Svuotata la cassaforte

Napoli, gioielliere Salvatore Gala ucciso nel suo negozio a Marano. Svuotata la cassaforte
Napoli, gioielliere Salvatore Gala ucciso nel suo negozio a Marano. Svuotata la cassaforte

Napoli, gioielliere Salvatore Gala ucciso nel suo negozio a Marano. Svuotata la cassaforte

NAPOLI – Giallo a Napoli. Salvatore Gala, un gioielliere di 43 anni, è stato ritrovato senza vita nel suo negozio nel cuore di Marano, nella centralissima via Merolla.

Il corpo dell’uomo, scrive il Mattino, è stato scoperto la mattina di martedì 9 maggio all’interno della gioielleria. Gala non era rientrato a casa la scorsa notte e la madre con cui viveva, insospettita, aveva allertato le forze dell’ordine.

Tutte le piste sono aperte, al momento: dal suicidio all’omicidio. A far propendere per la seconda ipotesi, però, c’è il fatto che la cassaforte del negozio è stata ritrovata vuota. La morte di Gala, in ogni caso, è avvenuta la sera di lunedì 8 maggio.

IL RACCONTO DEL TESTIMONE – “Ho aperto la porta della gioielleria e l’ho trovata a soqquadro: la cassaforte era aperta e vuota. Poi mi sono affacciato dietro il bancone. C’era il corpo di Salvatore, in una pozza di sangue. Una scena raccapricciante”. Con queste parole Giuseppe Iavarone ha descritto il momento in cui si è trovato davanti al cadavere di Salvatore Gala, verosimilmente ucciso nel corso di una rapina nel suo negozio.

I familiari, dopo avere recuperato le chiavi di riserva del locale, hanno chiesto a Iavarone di aprire. “Non volevo dirlo alla madre – continua – ma lei ha capito tutto, guardandomi in faccia”.

“Quando ho aperto il negozio, alle 6:40 – ha raccontato Giuseppe Iavarone – la saracinesca della gioielleria era già aperta. Non ho sospettato che fosse successo qualcosa. Poi è arrivata la zia del gioielliere, cha ha bussato alla porta del negozio, ma nessuno ha aperto. Alle 9 è tornata la sorella, che poi si è recata a Qualiano, dove la famiglia abita, per recuperare le chiavi di riserva. Quando è tornata ha chiesto a me il piacere di aprire il negozio. Mi sono trovato di fronte un negozio messo a soqquadro. La cassaforte era aperta e vuota. Quando mi sono affacciato al bancone davanti mi sono ritrovato una scena raccapricciante: Salvatore era a terra, in una pozza di sangue. Non so dire se è stato vittima di un colpo di pistola o di una martellata in testa”.

Giuseppe Iavarone definisce Salvatore come un giovane “tranquillo, un po’ solitario, ma tranquillo”. Il Comune di Marano, sciolto per infiltrazioni mafiose alla fine del 2016, è amministrato da una commissione straordinaria composta dal prefetto Antonio Reppucci, dal vice prefetto Maria Ludovica De Caro e dal funzionario Francesco Greco. A breve diventerà anche sede di una compagnia dei carabinieri. “Non ho mai avuto problemi – dice ancora il titolare della lavanderia – mi sento tranquillo ma, ultimamente la criminalità si sta facendo sentire di più”.

 

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