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Primarie Pd, voti cinesi. Salvini li becca, Milano come Roma

Primarie Pd multietniche e plurilingua a Milano, con cinesi e minorenni a votare e polemiche, ma solo per i cinesi. Che logica abbia il fatto che i giovani dai 16 ai 18 anni possano indicare il candidato che poi non voteranno non è facile vedere. Matteo Salvini critica, il Pd replica: sono residenti. Ma alle primarie in Usa dove le hanno inventate sono ammessi sono i cittadini iscritti al partito

MILANO –  Primarie Pd multietniche e plurilingua a Milano, con cinesi e minorenni a votare e polemiche, ma solo per i cinesi. Che logica abbia il fatto che i giovani dai 16 ai 18 anni possano indicare il candidato che poi non voteranno non è facile vedere.

Subito li ha beccati il segretario della Lega Nord Matteo Salvini:

“File di cinesi, molti dei quali intervistati dalle tivù non parlano neanche italiano, votano il renziano Sala alle primarie Pd per Milano. Che pena, povera Milano e povera sinistra!”

Ormai il Pd ci ha abituato allo spettacolo e non sembra avere imparato la lezione della Liguria, dove ha pagato i tarocchi perdendo le elezioni regionali. Non sembra avere imparato nemmeno la lezione di Roma, dove le primarie ben organizzate dai fedelissimi di Pierluigi Bersani hanno imposto Ignazio Marino, rivelatosi uno dei peggiori sindaci della recente storia.

Michela Nana ha scritto per la agenzia Ansa questo resoconto:

“Milanesi in coda per la prima giornata di primarie del centrosinistra, che decideranno chi sarà il candidato sindaco della coalizione tra Francesca Balzani, Antonio Iannetta, Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala. Ad attendere l’esito è anche il centrodestra che poi scoprirà le sue carte e, soprattutto, il nome del suo candidato sindaco.

Ma la prima giornata della consultazione popolare per scegliere il candidato sindaco è stata segnata dalle polemiche sul voto degli immigrati. Ad attaccare è il segretario della Lega Matteo Salvini, che se la prende con l’afflusso di cinsesi nei gazebo: “File di cinesi, molti dei quali intervistati dalle tivù non parlano neanche italiano, votano il renziano Sala alle primarie Pd per Milano. Che pena, povera Milano e povera sinistra!”.

Il Pd respinge le critiche: il responsabile sicurezza Emanuele Fiano le bolla come “irricevibili e disgustose”. I cittadini stranieri che hanno votato, sottolinea , sono stati il 4 per cento, e tutti regolarmente residenti a Milano.

[Vaglielo a dire in America se lasciano votare i non cittadini alle primarie che se le sono inventate e Walter Veltroni ha malamente copiate. In Usa alle primarie votano solo i cittadini iscritti al partito.]

Intervengono anche le associazioni delle varie comunità straniere: somali, cinesi e sudamericani hanno diffuso una nota congiunta in cui smentiscono che ci sia stato “voto di scambio”. Oggi i seggi allestiti erano 9, uno per ogni zona della città, aperti dalle 8 alle 18. I votanti sono stati 7.750. Le code ai seggi sono iniziate poco dopo l’apertura e, sempre in modo ordinato, sono proseguite per raggiungere il picco in tarda mattinata.

Come hanno sottolineato gli organizzatori delle primarie le file di oggi sono dovute al fatto che i cittadini di ogni zona avevano a disposizione solo un seggio per il voto, mentre domani saranno 150 quelli aperti in tutta la città, dalle 8 alle 20. In coda per votare si sono messi questa mattina anche i quattro candidati. Il primo è stato Iannetta che ha votato ad un circolo Pd di Porta Genova verso le 10. Stesso orario, le 11, per i due candidati e colleghi nella giunta Pisapia, Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino. La prima ha votato al circolo Pd Molise-Calvairate in Zona 4, accompagnata da marito e figli.

“Speriamo che tanti milanesi vadano alle urne – ha commentato la vice sindaco – per arrivare così al cuore delle primarie, che è il protagonismo dei cittadini”. Stessa impressione positiva per l’asre alle Politiche sociali del Comune, Majorino, che ha votato in Zona 5: “Mi pare una grande festa democratica e popolare – ha detto – e a quanto ho visto tutto sta procedendo bene”.

Alle 12 si è presentato al seggio della zona 1, quella del centro città, anche il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, accompagnato dalla moglie. Per lui la coda è durata circa 40 minuti. “In coda forse mi toglierò un po’ di ansia – ha spiegato ai cronisti – del resto per me è la prima volta come candidato. Se le code ci sono c’è da aspettarsi una bella affluenza”.

Mentre il centrosinistra sceglie il suo candidato il centrodestra attende ma ancora “per pochi giorni”. “Se non è questione di ore è questione di giorni – ha spiegato il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, parlando della scelta del candidato a margine di un incontro del partito a Milano -. Subito dopo le primarie arriverà la nostra scelta”. Se il candidato sarà l’ex city manager del Comune di Milano, Stefano Parisi, “immagino dovrà essere lui ad accettare definitivamente l’investitura”, ha concluso.


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