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Rai, il capo audit se ne va. Gasparri chiede: perché? e scopre…

ROMA – Rai , non c’è nulla di buono nella nuova gestione di Antonio Campo Dall’Orto che è “inadeguato”, sostiene Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato e sempre critico della radio televisione pubblica. Gli ultimi interventi di Gasparri riguardano:

1. il capo dell’ internal auditing dimesso perché…

“Ho presentato un’interrogazione in commissione di Vigilanza per conoscere con assoluta trasparenza e immediata tempestività le ragioni che hanno portato alle dimissioni di Gianfranco Cariola, capo dell’ internal auditing della Rai. [Sette mesi fa gli avevano bruciato la macchina per intimidirlo]. A quanto si apprende da cronache giornalistiche, il dirigente avrebbe denunciato la mancanza di trasparenza nella gestione di Campo Dall’Orto. Cariola avrebbe detto che ‘nei processi di affidamento mancano anche procedure minime di trasparenza e spesso ci si trova di fronte alla totale assenza di processi di verifica sui fornitori’.

“Cariola avrebbe anche contestato le numerose assunzioni esterne, fatte senza attuare la procedura del job posting per valutare se all’interno dell’azienda esistano le professionalità richieste”.

Per Gasparri, “lo scandalo Cariola, di cui chiediamo si parli con immediatezza in Vigilanza, mette ancora una volta in evidenza l’inadeguatezza di Campo Dall’Orto. Per fortuna l’azienda ha energie e risorse per sopravvivere a un direttore così incompetente e che sta portando la Rai in un vicolo cieco. È ora di puntare un faro su questa gestione fallimentare del servizio pubblico radiotelevisivo”.

2. Il caso di Francesco Merlo

“La nuova Rai renziana prevede riti degni di un lager nazista. Si mettono a scegliere i nuovi direttori dei tg e le linee editoriali quelli che insultano gli avversari politici. Avevamo già contestato l’assunzione di Francesco Merlo che, essendo pensionato, non può essere contrattualizzato in una società come la Rai.

“Dopo la figuraccia fatta dall’azienda, dal direttore generale e dallo stesso Merlo, a quest’ultimo è stato garantito un inopportuno e secondo noi illecito contratto di collaborazione. Intanto vogliamo sapere quanto viene dato a Merlo e se si ritiene compatibile il suo doppio ruolo: di giorno fustigatore degli avversari politici sulle colonne di un noto quotidiano, di notte artefice delle linee editoriali della Rai e dei nuovi vertici dei Tg insieme ad altri suoi ex colleghi. Peraltro Merlo non ha mai lavorato in una radio né in una tv, a parte qualche acida recensione. Questa scelta di tipo stalinista è intollerabile e impraticabile soprattutto in un servizio pubblico stra-finanziato dai cittadini con il canone in bolletta. O il canone, o Merlo. Su questo avremo da discutere a lungo”.