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Referendum, Zanda zittisce D’Alema e Monti: la riforma frutto di 30 anni di lavoro

(AGI) Referendum, Luigi Zanda sente che nel dibattito c’è troppa acrimonia e avverte:

“Questa riforma non è un lavoro solo di questo Parlamento, ma contiene gli ultimi trent’anni di iniziative e penso innanzitutto alle Bicamerali”.

Luigi Zanda, capogruppo del pd al Senato, in un’intervista a Il Mattino di Napoli, ha detto:

“Sarebbe un gravissimo errore, l’ennesimo, buttare via un’occasione di questo tipo. dobbiamo dimostrare a noi stessi, all’Europa, alla comunità internazionale che l’Italia è in grado di raccogliere le sfide della modernizzazione senza cadere ogni volta nell’immobilismo. La fine del bicameralismo perfetto, uno degli elementi cardine di questa riforma, va in questa direzione. E ricordo che la discussione sul punto era presente già nel dibattito dei costituenti, non è un’invenzione estemporaneo o un capriccio di oggi”.

Per questo Massimo D’Alema sbaglia e di grosso:

“Le parole di D’Alema hanno una cifra tutta politica, ma non comprendo cosa c’entri questo col merito della revisione costituzionale. D’Alema calorosamente porta avanti le ragioni del No. Legittimo porsi il problema ma non ha nulla a che fare con i contenuti della riforma che riguardano, invece, l’assetto istituzionale dello Stato, la sua modernizzazione. D’Alema piega il dibattito sulla Carta alla vita interna del nostro partito”.

“D’Alema ha anche detto che il dibattito interno alla sinistra e al Pd negli ultimi due anni, cioè sotto la guida di Matteo Renzi, è stato sospeso: ora, mi appare evidente quanto invece la discussione sia vivace e aspra”.

Quanto a Mario Monti, Zanda, riferendosi alle parole pronunciate dal più dannoso primo ministro della storia della Repubblica, si è inoltre detto “sbigottito”. “Non mi spiego i motivi di tanta acrimonia. Tendo a pensare che il verbo abbia superato il pensiero del Professore. Penso davvero che si sia fatto prendere la mano negli addebiti che ha mosso al Governo e che in fondo abbia espresso un concetto che non gli appartiene. La sua è una versione davvero troppo lontana dalla realtà e anche dalla misura cui il senatore Monti ci ha abituato”.

Queste le parole di Monti:

“Questa riforma costituzionale non mi piace. Per la prima volta in Italia assistiamo non a un voto di scambio politico ma a un “voto di scambio costituzionale”. I “veri” costi della politica sono quelli delle decisioni politiche prese considerando solo il consenso che portano e non pensati in vista del futuro del Paese”.

Attenti ai sondggi, ha anche avvertito Zanda, che ha invitato a non “prestare troppa importanza ai sondaggi”, augurandosi che “possa allentarsi questa tensione, provando a stare sui contenuti della riforma e non su altre questioni ad essa estranee.