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Terremoto a Napoli: la mappa delle zone a rischio, sono 129

NAPOLI – Terremoto a Napoli: la mappa delle zone a rischio, sono 129. Sul sito del Comune di Napoli le informazioni e le direttive da seguire in caso di terremoto. Sulle pagine web dell’Amministrazione è stata infatti caricata la pagina “Rischio sismico” che illustra il piano presentato dal vicesindaco Raffaele Del Giudice. Il piano nazionale di classificazione sismica ha inserito la città di Napoli come zona sismica 2 cioè soggetta a media sismicità in cui possono verificarsi “forti terremoti”. Ecco il comunicato del Comune di Napoli.

Aree di emergenza. Ad integrazione di quanto già riportato nel Piano Comunale di Emergenza di Protezione Civile del Comune di Napoli e sulla base della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile – n. 1099 del 31 Marzo 2015 “Criteri individuazione Centri operativi e aree emergenza” sono state individuate per ogni Municipalità del Comune di Napoli delle aree di emergenza da utilizzarsi principalmente in caso di scossa sismica avvertita dalla popolazione e che soddisfano altresì criteri di sicurezza idraulica e idrogeologica. Le aree così individuate e dedicate alla gestione dell’emergenza ad uso di protezione civile, possono essere classificate in tre tipi (fonte www.protezionecivile.gov.it/).

Aree di ammassamento soccorritori e risorse. Luoghi, in zone sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio, dove dovranno trovare sistemazione idonea i soccorritori e le risorse necessarie a garantire un razionale intervento nelle zone di emergenza. Tali aree dovranno essere facilmente raggiungibili attraverso percorsi sicuri, anche con mezzi di grandi dimensioni, e ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche ed con  possibilità di smaltimento delle acque reflue. Il periodo di permanenza in emergenza di tali aree è compreso tra poche settimane e qualche mese.

Aree di attesa della popolazione. Sono i luoghi di prima accoglienza per la popolazione; possono essere utilizzate piazze, slarghi, parcheggi, spazi pubblici o privati non soggetti a rischio (frane, alluvioni, crollo di strutture attigue, etc.), raggiungibili attraverso un percorso sicuro. Il numero delle aree da scegliere è funzione della capacità ricettiva degli spazi disponibili e del numero degli abitanti. In tali aree la popolazione riceve le prime informazioni sull’evento e i primi generi di conforto, in attesa dell’allestimento delle aree e centri di accoglienza. Le Aree di Attesa della popolazione saranno utilizzate per un periodo di tempo compreso tra poche ore e qualche giorno. Il numero e il dimensionamento di tali aree varia in relazione alla dislocazione demografica e devono seguire criteri di copertura omogenea della popolazione residente in un Comune.

Aree di accoglienza o ricovero della popolazione. Sono luoghi, individuati in aree sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio e poste nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche e fognarie, in cui vengono installati i primi insediamenti abitativi per alloggiare la popolazione colpita. Dovranno essere facilmente raggiungibili anche da mezzi di grandi dimensioni per consentirne l’allestimento e la gestione. Rientrano nella definizione di aree di accoglienza o di ricovero anche le strutture ricettive (el, residence, camping, etc.