Ambiente

Animali e piante “aliene”: la lista nera della Ue

Animali e piante "aliene": la lista nera della Ue

Un esemplare di scoiattolo grigio

BRUXELLES – L’Unione europea è pronta ad adottare una lista nera delle specie “aliene” invasive che minacciano gli ecosistemi europei. Si tratta di animali e piante stranieri che costituiscono veri e propri “eco-flagelli”. Dallo scoiattolo grigio al gambero della Louisiana, è l‘Italia ad ospitarne il maggior numero in Europa, dove si stima provochino almeno 12 miliardi di euro l’anno di danni alle attività economiche.

L’elenco per ora si ferma a quota 37 specie, di cui almeno 23 presenti sul suolo italiano. E Roma dovrà quindi attivarsi per il controllo, evitarne la diffusione e attrezzarsi con sistemi di allerta e prevenzione. L’obiettivo della lista nera dell’Ue è quello di prevenire l’arrivo di potenziali pericoli e limitare gli effetti di quelli già presenti, debellando poi la minaccia quando è ancora possibile.

“L’adozione della lista nera da parte della Commissione europea è attesa entro gennaio 2016 – riferiscono fonti comunitarie – e da quel momento scatteranno i divieti automatici di commercio, possesso e trasporto”. Nel caso dell’Italia “una delle specie molto diffuse per le quali sarà necessario mettere a punto piani di gestione e obblighi di controllo è la nutria” precisa Piero Genovesi dell’Ispra, a capo del gruppo di specialisti di specie aliene invasive dell’Iucn (www.issg.org) composto da oltre 200 esperti da 40 Paesi.

Un altro caso da affrontare è quello dello scoiattolo grigio americano, che sta soppiantando quello rosso, unica specie europea, e devasta gli ecosistemi forestali. Presente soprattutto in Piemonte, ma anche in Lombardia, Liguria e di recente anche vicino Perugia e a Padova, di lui finora si sono interessati soprattutto progetti delle Università finanziati con fondi europei, mentre “adesso scatterà l’obbligo di eradicazione per lo Stato” spiega Genovesi.

Anche la famigerata Vespa velutina nigrithoraxis, arrivata in Francia nel 2005 e poi in Spagna e Portogallo ed ora in Italia “ha un impatto rilevante – riferisce l’esperto Ispra – perché è una predatrice efficiente di api e impollinatori, essenziali per l’ambiente”.

Con le nuove regole sarà necessario “sperimentare tecniche di controllo più efficaci” sottolinea Genovesi. L’Italia dovrà estirpare anche le colonie di piante ornamentali acquatiche, dannose una volta liberate in natura, come il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) e una pianta dai fiori gialli (Ludwigia grandiflora).

A livello commerciale, nella lista dell’Ue rientra anche un granchio cinese, che quindi non potrà più essere importato e venduto in Italia. Stesso discorso per una tartarughina americana (Trachemys scripta) che, crescendo, diventa aggressiva e quando viene liberata in natura soppianta quella europea.

Nella lista nera Ue mancano sicuramente specie rilevanti per il commercio, come il visone americano, e per questo l’Europarlamento ha anche votato una dichiarazione politica considerando l’elenco “inaccettabile” perché incompleto. “Questa è solo la prima lista, che poi sarà aggiornata di volta in volta, mirando soprattutto alla prevenzione dei danni, con specie pericolose che non bisogna far entrare in Europa, oppure localizzate e quindi da eradicare” conclude Genovesi.

 

 

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