Ambiente

Cozze, otto su dieci contengono particelle di plastica

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Un piatto di cozze

LONDRA – Un recente studio condotto sui frutti di mare prelevati dalle coste britanniche, ha rivelato che circa l’80% delle cozze contiene micro particelle di plastica. Questo tipo di inquinamento, spiegano gli scienziati, è un indice molto preoccupante, in grado di rappresentare in scala la quantità di plastica nei mari.

Le “microplastiche”, provengono da vecchie bottiglie, sacchetti e una miriade di altri detriti. Il Daily Mail sta conducendo una campagna affinché venga introdotto uno schema di deposito per le bottiglie di plastica e ci si possa liberare di queste “scorie” sintetiche che infestano i mari, e non solo.

I ricercatori del King’s College di Londra, hanno testato quattro spiagge nel Kent per il team investigativo della BBC “Inside Out”: i test hanno dimostrato che, dell’80 per cento delle cozze raccolte ad Herne Bay, la metà era contaminato.

La media di due terzi delle cozze è risultata contaminata  dalle microplastiche, che misurano poco meno di 5mm; gli esperti sono preoccupati proprio per le dimensioni: se sufficientemente piccole, queste micro-particelle possono penetrare le cellule e addirittura gli organi.

Nonostante quelle testate non fossero per il consumo umano, altri pesci e creature marine potrebbero nutrirsi delle cozze contaminate, e le microplastiche continuerebbero indisturbate il proprio viaggio fino al nostro piatto.

Anche il principe Carlo ha deciso di esprimere un’opinione sull’argomento: “Ormai le particelle di plastica sono ovunque si nuoti, è impossibile non farci caso. Siamo vicini al punto di non ritorno, quando qualsiasi pesce catturato in mare conterrà plastica, che finirà poi sulle nostre tavole”.

“Gli altri animali mangeranno quelli che hanno ingerito plastica,  inserendo così le microplastiche nella nostra catena alimentare” hanno spiegato i ricercatori. Secondo un report pubblicato nel 2016, la quantità di plastica degli oceani entro il 2050 supererà quella dei pesci a meno che il mondo non decida di operare un’azione drastica.

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