Ambiente

G7 Energia, non c’è la dichiarazione congiunta. Stop Usa sul clima

G7 Energia, non c'è la dichiarazione congiunta. Stop Usa sul clima

G7 Energia, non c’è la dichiarazione congiunta. Stop Usa sul clima

ROMA – Il G7 Energia, che si è svolto domenica 9 e lunedì 10 aprile a Roma, si è concluso senza una dichiarazione congiunta da parte dei ministri dei 7 Paesi. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo italiano Carlo Calenda spiegando che “non è stato possibile firmare una dichiarazione congiunta su tutti i punti” dal momento che “l’amministrazione Usa si trova in un processo di revisione” della politica energetica in particolare sul tema del climate change e dell’accordo di Parigi.

Il G7 si è quindi concluso con una comunicazione della Presidenza italiana: “In qualità di presidente del G7 – ha spiegato Calenda – l’Italia è impegnata a trovare un terreno comune e a mettere in evidenza ciò che ci tiene uniti. Abbiamo avuto un lungo dibattito su tutti i temi”. In particolare, si è discusso di “sicurezza energetica, di nuovi driver e di come governare la transizione”.

Il “consenso – ha proseguito – è stato raggiunto su molti importanti temi, come lo sforzo congiunto per sostenere la sicurezza energetica dell’Ucraina, il ruolo futuro del gas naturale, comprese l’importanza del Gnl e l’interconnessione tra le diverse fonti, la cybersicurezza”.

Con l’esclusione degli Usa, poi, è stato confermato da parte degli altri membri del G7 e dall’Unione Europea “l’impegno a implementare l’accordo di Parigi sul clima, che rimane forte e deciso”. Il rischio è che la Cop21 si tramuti in un gigantesco buco nell’acqua, con gli ambientalisti di Greenpeace che all’apertura dei lavori avevano consegnato ai big della Terra un gigantesco termometro, simbolo della temperatura del Pianeta che continua a salire.

Gli ambientalisti chiedono di isolare le posizioni negazioniste e anti-scientifiche della nuova amministrazione Trump. Ma il ministro Calenda ha assicurato: “Con gli Usa c’è stato un dibattito molto costruttivo e non c’è stato nessun tipo di frizione”. E ha aggiunto che da parte degli Stati Uniti si è registrato “un approccio molto positivo”. “Rispettiamo – ha concluso Calenda – il fatto che gli Stati Uniti stanno rianalizzando la propria posizione”.

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