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Inquinamento, buone notizie: il buco nell’ozono si sta restringendo

BOSTON – Il buco nell’ozono inizia finalmente a “guarire”, si restringe, ed è una notizia confortante. Il che vuol dire che il protocollo d’intesa di Montreal, firmato nel 1987, che ha ridotto gradualmente l’emissione di gas chimici sta funzionando. I dati sono frutto di una ricerca del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e pubblicati sulla rivista Science.

L’ozono è un gas composto da tre atomi di ossigeno che possono essere pericolosi per la salute ma è anche lo strato gassoso essenziale alla vita che avvolge la Terra e assorbe la luce ultravioletta, responsabile non solo di tumori ma anche di alterazioni del sistema immunitario e problemi alla vista.

Verso la fine del XX secolo lo strato di ozono era risultato danneggiato dai clorofluorocarburi (Cfc) presenti negli elettrodomestici e nelle bombolette spray e ormai vietati, e il buco in quel periodo aveva raggiunto il picco.

Il Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono, firmato nel 1987 ma entrato in vigore nel 1989, è stato un trattato internazionale mirato a proteggere lo strato di ozono attraverso la graduale eliminazione dei CFC.

Risultati opposti, quelli odierni, a quelli del 2015 in cui si affermava che il buco dell’ozono sopra l’Antartide aveva raggiunto dimensioni allarmanti.

Susan Solomon del Mit e i suoi colleghi, a partire dal 2000 e incrociando le misure dirette con quelle studiate attraverso dei modelli, hanno concluso che il buco dell’ozono antartico presenta consistenti segnali di “guarigione”, in particolare nel mese di settembre 2015.

I ricercatori, hanno anche valutato l’incidenza dei fattori naturali, ad esempio le eruzioni vulcaniche e sembra che, fin dal 2005, abbiano ritardato il restringimento del buco dell’ozono.


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