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Mammiferi, 300 specie a rischio estinzione. Cacciati come cibo

MILANO – Cacciati per essere mangiati: così oltre trecento specie di mammiferi sono a rischio estinzione. Animali come lo scimpanzé e il pipistrello, l’ippopotamo e il leopardo. Uccisi e venduti come selvaggina in moltissimi Paesi, in particolare in Africa e Asia, ma non solo. I dati allarmanti arrivano dal primo studio pubblicato sull’impatto della caccia umana, pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science.

Certa selvaggina, in particolare africana, oggi proibita è stata per lungo tempo un cibo usuale per gli abitanti delle zone rurale. Se però un tempo anche la caccia era proporzionata agli abitanti delle campagne, adesso che l’urbanizzazione si estende anche la caccia si fa più intensa, troppo intensa, e così molte specie sono ormai a rischio estinzione. 

Gli scienziati che hanno condotto lo studio, sottolinea il Guardian, hanno avvertito che, se non si fa nulla per fermare questa deriva, la scomparsa di queste specie potrebbe portare al collasso della sicurezza alimentare di milioni di persone.

Tra le 301 specie a rischio ci sono 168 primati, come il gorilla e il mandrillo, 73 ungulati, come lo yak selvatico e il cammello della Battriana, 27 diversi pipistrelli e dodici carnivori, come il leopardo e diverse specie di orso.

Anche 26 marsupiali (canguri compresi) sono minacciati dalla caccia selvaggia, così come 21 roditori, come lo scoiattolo gigante Sulawesi e il ratto lanoso alpino. Infine, è seriamente minacciata la sopravvivenza di tutte le otto specie di pangolino.

 

 

 


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