Ambiente

Mar Adriatico invaso dalla plastica: un rifiuto ogni due passi sulla costa

Mar Adriatico invaso dalla plastica: un rifiuto ogni due passi sulla costa

Mar Adriatico invaso dalla plastica: un rifiuto ogni due passi sulla costa

ANCONA – Se passeggiate sulla costa del Mar Adriatico, basta fare due passi per trovarsi davanti ad un rifiuto. In spiaggia c’è di tutto: dai mozziconi di sigaretta alle bottiglie di vetro, ma soprattutto una vera e propria invasione di plastica. A dimostrarlo sono i ricercatori che hanno redatto il report Marine litter assessment in the Adriatic and Ionian Seas e che in appena 18 chilometri di costa hanno scoperto che tra i residui la plastica compare nel 91% dei casi sui 70mila campioni analizzati.

Davide Lessi e Raphaël Zanotti su La Stampa scrivono che il dato ha impressionato anche i ricercatori dell’Ispra che hanno redatto il report, tra cui Tomaso Fortibuoni:

“Un dato che ha impressionato anche noi. Potrebbe essere dovuto alla cattiva abitudine di gettare i bastoncini di plastica negli scarichi domestici. Ma è strano: chi gestisce i depuratori ci ha assicurato che i filtri dovrebbero fermarli”

La ricerca per la redazione del report è stata organizzata su tre piani, spiegano i giornalisti su La Stampa, per analizzare il mar Adriatico:

“Oltre alla spazzatura sulle spiagge si è presa in considerazione quella sulle superfici acquatiche e, terzo livello, la spazzatura sul fondo del mare. In media su ogni chilometro quadrato di acqua galleggiano 332 rifiuti: per il 40% sono sacchetti e pezzi di plastica; più di uno scarto su dieci (il 12,5%) inoltre è rappresentato da pezzi di contenitori di polistirolo usati per il pesce. Tra i siti più inquinati il Golfo di Venezia, sia sulla superficie che sui fondali. In questi, nella parte meridionale, si superano anche i 1000 oggetti per chilometro quadrato: il doppio rispetto la media.

«L’alta densità è dovuta a diversi fenomeni», spiega Francesca Ronchi, 45 anni, ricercatrice dell’Ispra e altra italiana autrice del report. Dallo studio di Chioggia elenca tre fattori: «La vicinanza con i grandi centri urbani, Venezia appunto, la particolare corrente “anti-oraria” che c’è in questa parte dell’Adriatico e la foce del Po che getta in mare i rifiuti raccolti lungo il suo corso».

«L’Adriatico, come il Mediterraneo, è un mare chiuso con una costa densamente popolata. I costi legati alla plastica e all’inquinamento sono tanti: pensate solo alla pulizia delle spiagge dopo le mareggiate», conclude il ricercatore Fortibuoni. Rischi di cui l’Italia solo negli ultimi anni sembra essersi resa conto. Con lo stesso ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che pochi giorni fa ha definito la spazzatura marina «una delle principali minacce all’ecosistema»”.

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