Blitz quotidiano
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Meteo, dal 15 gennaio arriva il gelo russo

L'evoluzione meteo dei prossimi giorni vedrà nuove perturbazioni che determineranno maltempo specie al Nord e Tirreniche, con ritorno della neve sulle Alpi.

ROMA – Il meteo di gennaio ci riserverà freddissime sorprese. L’alta pressione ora è quasi del tutto scomparsa dalla scena mediterranea, dunque le perturbazioni riescono ad abbattersi sul nostro Paese, e solo le regioni del Sud potranno godere di qualche temporanea interferenza anticiclonica. Il ribaltone meteorologico porterà il grande freddo. Ma non da questa settimana, in cui il clima resterà mite.

Dalla prossima settimana, riporta MeteoGiornale, nuove perturbazioni determineranno maltempo soprattutto al Nord e sulle regioni tirreniche, con l’agognato ritorno della neve sulle Alpi. In seguito, ancora peggio: imponenti manovre invernali si “approprieranno” dell’Europa, in particolare sulle nazioni settentrionali del continente. Inoltre, un’alta pressione di blocco potrebbe poi agevolare la progressiva discesa di masse d’aria fredda anche a latitudini più basse: l’Italia soffrirà il grande freddo, soprattutto nelle regioni del nord.

La pesante svolta infernale potrebbe dovrebbe arrivare dal 15 gennaio in poi, e sarà importante e duratura. Secondo le previsioni ci sono tutti i presupposti per l’arrivo di diversi impulsi d’aria fredda artica fino al Mediterraneo; la neve potrebbe arrivare anche a quote molto basse.

A questo proposito ecco i due possibili scenari che riporta IlMeteo.it, che potrebbero concretizzarsi intorno alla metà mese e fino al 22/23 Gennaio.

Un primo scenario è rappresentato nell’immagine in apertura di articolo: alta pressione confinata tra Oceano Atlantico e Penisola iberica, con strada spianata alle correnti fredde artiche verso gran parte dell’Europa centrale e anche verso Mediterraneo e Italia. In tale ipotesi il freddo sarebbe più intenso per tutto il nostro Paese, ma con pioggia e neve più probabili al Centro-Sud in genere e sulle aree appenniniche; meno possibilità per il Nord, maggiormente riparato dalle Alpi.

Nel secondo scenario vedrebbe l’affondo Artico più orientato ad Ovest, verso la Spagna. In questo caso il freddo riguarderebbe comunque gran parte del Mediterraneo centro-occidentale e anche dell’Italia, ma risulterebbe più intenso al Centro-Nord, meno al Sud. Le precipitazioni sarebbero maggiormente probabili su tutta la nostra penisola, in forma nevosa fino a bassa quota al Centro-Nord, a quote un po’ più alte al Sud, dato un richiamo più mite sud-occidentale.


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