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Olio di palma, da quali Paesi arriva e chi ne consuma di più?

ROMA – Olio di palma, da quali Paesi arriva e chi ne consuma di più? La palma da olio è coltivata esclusivamente nelle zone tropicali umide. Malesia e Indonesia sono i più grandi produttori, rappresentando circa l’86% della produzione mondiale. I principali importatori sono India, Cina e Unione Europea (80% import mondiale). Quello di palma è l’olio vegetale più usato al mondo (35% del totale), seguono soia (circa 27%), colza (circa 14%), girasole (8%) e oliva (1%). Negli ultimi 10 anni i volumi complessivi di palma arrivati in Italia sono aumentati in totale in maniera rilevante, ma le quantità utilizzate dall’industria alimentare sono rimaste praticamente costanti, dalle 325 mila tonnellate del 2005 alle 386 mila del 2015.

In altre parole, i dati dimostrano che nel nostro Paese non c’è stata nessuna invasione di olio di palma finito nei cibi che consumiamo (solo il 21% viene impiegato dall’industria alimentare). A crescere, notevolmente, è stata la quota d’olio di palma importato per altri usi come il biodiesel, l’energia, la cosmetica. In Europa, dal 2011 al 2015, l’olio di palma a uso industriale è cresciuto di quasi il +40%, passando da 2.310 a 3.100 milioni di tonnellate. In generale, il peso globale dell’import italiano rispetto alla produzione mondiale di olio di palma è pari al 2,4% del totale, specificando che una quota importante di questa materia prima, circa il 25-30% del totale, finisce all’estero, perché i prodotti Made in Italy che lo contengono sono esportati in tutto il mondo.

Per quel che riguarda il futuro, la domanda e la produzione di olio di palma è destinata a crescere. Quando nel 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi di persone, ci sarà un conseguente aumento della domanda mondiale di cibo. A fronte del fatto che in un regime dietetico alimentare equilibrato i grassi dovrebbero fornire circa il 30% delle calorie totali quotidiane, è più che probabile che la domanda di oli vegetali, soprattutto olio di palma, sia destinata a crescere. L’olio di palma si è dimostrato un ingrediente prezioso per l’industria alimentare in quanto possiede numerose qualità. Grazie all’altissima produttività della palma da olio, risulta più conveniente rispetto agli altri oli vegetali. La sua resa media è di 3,47 tonnellate per ettaro, 5 volte più della colza, 6 volte più del girasole, 9 volte più della soia e 11 rispetto all’olio di oliva. E’ scelto inoltre perché conferisce ai prodotti “croccantezza” o cremosità, a seconda degli usi; è insapore e dunque non intacca gli altri ingredienti. Resiste al calore e all’ossidazione e ha permesso negli anni l’eliminazione dei grassi vegetali parzialmente idrogenati. Richiede l’uso di pochi concimi e fertilizzanti.

La migliore forma di tutela per l’ambiente e le popolazioni che vivono nei luoghi di maggiore produzione arriva dalla scelta di produrre un olio di palma che rispetti i criteri di sostenibilità. In Italia, le principali aziende che aderiscono all’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile si impegnano a utilizzare olio di palma certificato RSPO (Round Table Sustainable Palm Oil), in linea con quanto accaduto in altri Paesi dell’Unione Europea come Francia, Belgio, Olanda, Germania e Svezia.

Alcune fonti utilizzate per la realizzazione del contenuto:
www.oliodipalmasostenibile.it
goodbadpalmoil.org
wwf.it