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Olio di palma nocivo per l’ambiente? Tutto quello che devi sapere

ROMA – L’olio di palma è nocivo per l’ambiente? La crescita dei volumi produttivi di quest’olio vegetale ha indubbiamente avuto un forte impatto in termini ambientali, di conversione delle foreste e perdita di biodiversità. Parliamo dell’olio vegetale più usato al mondo (35 % del totale) e le stime relative al suo uso ci informano che tali percentuali sono destinate a crescere ulteriormente di un +40% entro il 2050 (Fonte: How much palm oil do we need? R.H.V. Corley, 2008). Da qui a un trentennio la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi: ciò significa che ci sarà un aumento della domanda mondiale di cibo.

A fronte del fatto che nella nostra alimentazione, una parte di energia deve arrivare dai grassi, che dovrebbero fornire intorno al 30% delle calorie totali quotidiane, è possibile ipotizzare come la domanda di oli vegetali sia destinata a crescere a livello globale. Da questo punto di vista l’olio di palma può essere una grande risorsa, avendo una maggiore produttività rispetto ad altri oli vegetali. La sua resa media è di 3,47 tonnellate per ettaro, ovvero 5 volte più della colza (0,65 t/ettaro), 6 volte di più del girasole (0,58 t/ettaro), 9 volte più della soia (0,37 t/ettaro) e 11 (0,32 t/ettaro) rispetto all’olio di oliva. Da 17 milioni di ettari di terreno è possibile ottenere il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servirebbero ben 111 milioni di ettari per ottenere dalla soia un 27% del fabbisogno globale. Senza contare che nei Paesi produttori di olio di palma, principalmente Malesia e Indonesia, la sua coltura dà lavoro a milioni persone.

In tale contesto è sempre più necessario garantire che l’olio di palma rispetti le pratiche di sostenibilità, rendendo queste ultime sempre più stringenti. Commercializzare un olio di palma certificato sostenibile vuol dire garantire controlli che tutelino il territorio e rispettino l’ambiente e le comunità che vivino nei Paesi produttori. Una soluzione alternativa al boicottaggio, sostenuta anche da WWF Italia, che spiega:

“Oggi, attraverso la Tavola Rotonda sull’olio di palma sostenibile (RSPO) qualsiasi azienda può contribuire a rendere l’olio di palma più sostenibile, applicando migliori pratiche di gestione che possano garantire benefici economici e sociali senza minacciare la biodiversità, applicando criteri rigorosi in ogni fase di produzione. La palma da olio è una parte importante dell’economia delle zone tropicali dove viene coltivata, offrendo opportunità lavorative ed contribuendo quindi ad alleviare la povertà, migliorare le infrastrutture e i servizi sociali.

La principale problematica ambientale delle piantagioni di palma da olio è che vengono realizzate in zone tropicali, pianeggianti e umide, esattamente dove sorgono le foreste pluviali, l’habitat di specie oggi in grave pericolo di estinzione come l’orango e le tigri di Sumatra (…). Il WWF lavora su diversi fronti per trasformare e incrementare la sostenibilità del settore dell’olio di palma, tra cui:

  • Definire, attuare e promuovere le migliori pratiche per la produzione di olio di palma sostenibile attraverso la Tavola Rotonda sull’olio di palma sostenibile (RSPO)
  • Incoraggiare le imprese a utilizzare olio di palma sostenibile certificato nei prodotti che realizzano e vendono
  • Eliminare gli incentivi per la produzione di olio di palma che portano alla distruzione delle foreste”.

 

Alcune fonti utilizzate per la realizzazione del contenuto:

www.oliodipalmasostenibile.it
wwf.panda.org/palmoil
http://goodbadpalmoil.org/
http://www.focus.it/ambiente/ecologia/colza-vs-palma-e-se-dietro-ci-fosse-una-guerra-commerciale