Blitz quotidiano
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Palmaria restituita: meglio le capre o il modello Capri?

LA SPEZIA – Il dado è tratto: Palmaria, isola gioiello del Porto dei Poeti di fronte a Porto Venere, è stata restituita al Comune dalla Marina militare. Diventerà la Capri ligure, come sperano gli attuali amministratori, o finirà inghiottita da un mare di cemento e dalle mire della speculazione internazionale, sceicchi in testa, come temono gli ambientalisti?

Meglio le capre del modello Capri? E’ anche il quesito posto dall’edizione locale del Secolo XIX, soprattutto dopo le polemiche sul contestato piano casa Liguria del governatore Toti – il primo ad augurarsi un destino caprese per l’isola – che minaccia un 35% secco di cemento in più e che è stato impugnato dal Governo Renzi.

La storica restituzione. E’ stato firmato ieri, 14 marzo, sull’isola Palmaria, nella sede della Batteria Umberto I, il protocollo d’intesa per la dismissione di una parte delle aree militari e il loro passaggio al comune di Portovenere. Un “momento solenne” lo ha definito il presidente ligure Giovanni Toti, per recuperare immobili in disuso con l’obiettivo di una piena fruizione dell’isola, che dal 1997 è, per l’Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Hanno firmato l’intesa anche il capo di stato maggiore della Marina Militare, Giuseppe De Giorgi, il direttore dell’Agenzia del demanio, Ernesto Alemanno, e il sindaco di Portovenere Matteo Cozzani. Tra i beni di maggior pregio oggetto dell’intesa il Forte Cavour, in stato di abbandono, la ex Batteria sperimentale e il complesso di Villa Smith. Adeguatamente riqualificati potranno contribuire a uno sviluppo del territorio sostenibile, anche dal punto di vista economico, sociale e paesaggistico è stato detto.