Ambiente

Previsioni meteo: caldo dall’Africa e temperature fino a 40 gradi

Previsioni meteo: caldo dall'Africa e temperature in aumento

Previsioni meteo: caldo dall’Africa e temperature in aumento (Foto Ansa)

ROMA – L’estate ufficialmente inizia solo il 21 giugno, ma questo giugno è infuocato da settimane e non accenna a migliorare. Nei prossimi giorni, infatti, arriverà un’ondata di caldo africano che porterà le massime del weekend a picchi vicini ai  40 gradi.

Secondo i meteorologi si tratta di un’ondata di caldo “più intensa e duratura” delle precedenti, con anomalie significative nei valori delle temperature medie superiori anche di 8-9 gradi rispetto alle medie stagionali, in particolare al Nord, nelle regioni centrali tirreniche e in Sardegna.

Principale ‘colpevole’ è l’anticiclone africano che arriverà ad estendersi per circa 4.000 chilometri partendo dal Sahara occidentale e dirigendosi verso la Spagna e l’Europa occidentale.

In Italia il rinforzo dell’alta pressione sub-tropicale, secondo le previsioni, comincerà già nelle prossime ore, con disagi crescenti sia per le temperature diurne che per quelle notturne a causa anche dei tassi di umidità in graduale aumento e quindi dell’afa. E i livelli di radiazione UV solare saranno molto elevati, perché siamo proprio nel momento dell’anno di massima radiazione solare.

In montagna lo zero termico salirà a 4.500 metri. Nella seconda parte della settimana, in particolare, per le temperature si prevedono picchi di 37-38 gradi (venerdì 38 a Bologna, 36 a Milano e 34 a Roma) e quelle percepite saliranno fino a 39-40 gradi, con possibili effetti negativi sulla salute soprattutto di anziani, bambini e persone affette da malattie croniche.

Non si prevedono ricambi d’aria significativi o perturbazioni almeno fino all’inizio della prossima settimana e ciò aggraverà il problema della siccità, già grave a causa delle mancate piogge in primavera, il cui volume è pari all’intero lago di Como.

Negli ultimi sei mesi, in particolare, il calo delle precipitazioni è stato di ben il 33%, in pratica due interi mesi di pioggia in meno. All’Emilia Romagna e la Toscana che avevano già dichiarato lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica, si sono aggiunte in queste ore anche il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna. Quest’ultima ha chiesto al governo lo stato di calamità naturale.

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