Blitz quotidiano
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Rifiuti, decomposizione: quanto tempo ci vuole a smaltirli

DEAN – Tratti di strada con parecchi rifiuti, vicino a una piazzola di sosta si vedono lattine, bicchieri di plastica, pacchetti vuoti di sigarette, contenitori di cibo take away. E’ uno spettacolo quotidiano e c’è sempre la speranza che il Comune prima o poi provveda alla rimozione ma la settimana dopo spesso è ancora lì e, con ogni probabilità, quella successiva.

Nella Foresta di Dean, alcuni attivisti anti-rifiuti hanno scoperto – ma la cosa potrebbe riguardare tutti – che la spazzatura può giacere indisturbata per più settimane.

Nel corso di una pulizia lungo la A48, gli attivisti hanno trovato pacchetti di patatine che risalivano a ben 33 anni fa, il che significa 1.716 settimane!

Sarebbe comunque un errore pensare che rappresentino una sorta di record dell’immondizia. Secondo gli scienziati i sacchetti e le bottiglie di plastica possono durare centinaia, migliaia o addirittura milioni di anni, le bucce di banana per più di un mese mentre quella d’arancia affinché si decomponga completamente, può richiedere fino a due anni.

Qui di seguito una lista dei rifiuti spesso buttati con (vergognosa) leggerezza in strada o nel corso di una passeggiata in campagna, sulla spiaggia e il tempo che occorre per la loro decomposizione.

DUE SETTIMANE

Torsoli di mela. Anche se si decompongono in breve tempo, gettando rimanenze di frutta o carote, si incoraggia l’arrivo dei topi che saranno ben felici di rovistare tra la spazzatura.

CIRCA UN MESE

Per salviette, fazzolettini e sacchetti di carta, giornali, il tempo varia moltissimo in base a come vengono smaltiti. E la carta igienica buttata all’aperto richiede ancora più tempo…

SEI SETTIMANE

Scatole di cereali, sacchetti di carta, bucce di banana. Queste ultime, se la temperatura è fredda, si mantengono ancora più a lungo: la buccia, infatti, è ricca di cellulosa, lo stesso materiale utilizzato per involucri in cellophane. Solo perché naturale non vuol dire non sia un rifiuto.

DUE O TRE MESI

Contenitori di latte e succhi di frutta, cartone: il tempo di decomposizione varia, e non poco, secondo lo spessore del cartone. Non deve essere necessariamente buttato nell’immondizia: chi si dedica al giardinaggio può utilizzarlo per il compostaggio.

SEI MESI

Indumenti di cotone, come le t-shirt, libri tascabili.

Tra tutti i tessuti, il cotone è il più biodegradabile, è naturale, ricavato da una pianta. Il cotone può essere compostato, e se il clima è umido e caldo, una t-shirt ad esempio, è biodegradabile in meno di una settimana.

UN ANNO

Indumenti di lana leggeri come maglioni e calze. La lana è un prodotto naturale e all’aria aperta si decompone esattamente come la carcassa di una pecora.

Quando inizia il processo di decomposizione, nel suolo rilascia sostanze utili come la cheratina: può sembrare sgradevole ma anche nel tempo, se non altro, non provoca danni all’ambiente.

DUE ANNI

Buccia d’arancia, compensato, mozziconi di sigaretta, anche se per questi ultimi alcune ricerche parlano di più di dieci anni. Le sigarette contengono più di 600 ingredienti, tra cui l’acetato di cellulosa, una plastica trovata nel 95% dei filtri e che richiede molto tempo per decomporsi.

FINO A CINQUE ANNI

Abbigliamento pesante di lana, tipo i cappotti.

DAI DIECI AI VENTI ANNI

I sacchetti di plastica, anche se alcuni studi affermano che potrebbero durare fino a 1.000 anni. Alcuni sacchetti di recente realizzazione si decompongono se esposti al sole ma la maggior parte sono realizzati in polietilene, una sostanza che non si elimina facilmente.

Occorrono dai 30 ai 40 anni per collant e giacche a vento, moquette, pannolini usa e getta e si passa a 50 anni per le lattine, pneumatici delle auto e pelle ma solo se trattata chimicamente. Il cuoio può resistere anche 80 anni, proprio come i sacchetti di patatine fritte realizzati in plastica metalizzata e 100 anni di vita spettano agli anelli di plastica delle confezioni da sei delle bevande.

Circa 200 ANNI

Le lattine in alluminio che in realtà potrebbero resistere anche 500 anni. Meglio riciclarle: operazione che può essere fatta all’infinito e costa meno che realizzare lattine nuove. Per non parlare delle bottiglie di plastica che hanno una lunghissima vita: si aggira sui 500 anni.

UNO O DUE MILIONI DI ANNI

I campioni di sopravvivenza sono i vasetti di vetro e le bottiglie. Il vetro, infatti, è composto principalmente da silice, uno dei minerali più stabili e duraturi del pianeta ma è tuttavia fragile e i frammenti possono causare danni incredibili agli animali che mangiano o leccano eventuali residui di cibo o bevande.

E ANCHE DI PIU’

Le batterie. All’interno contengono sostanze chimiche come il piombo, cloruro di zinco, mercurio e cadmio: sono altamente tossici, resistenti. Mai gettarli in terra o in un cestino, meglio consegnarle ai Centri di raccolta che provvederanno a smaltirle correttamente senza provocare danni all’ambiente e alle persone.