Ambiente

Riscaldamento globale, contrordine degli scienziati: “La paura è esagerata”

Riscaldamento globale, contrordine degli scienziati: "La paura è esagerata"Riscaldamento globale, contrordine degli scienziati: "La paura è esagerata"

Riscaldamento globale, contrordine degli scienziati: “La paura è esagerata”

LONDRA – La paura del riscaldamento globale è esagerata, affermano ora a sorpresa gli scienziati: gli esperti attualmente hanno più tempo per ridurre la quantità di combustibili fossili che vengono bruciati. La minaccia del riscaldamento globale, dunque, non è così allarmante come pensato in precedenza, sostengono alcuni scienziati climatologi britannici, scrive il Daily Mail.

Gli avvertimenti del 2015 alla Conferenza internazionale sul cambiamento climatico di Parigi erano stati eccessivamente pessimisti, basati su proiezioni che ipotizzavano che le Nazioni avessero prodotto già troppo gas serra, per poter limitare il riscaldamento globale tra i 2° C e 1,5 C, rispetto ai livelli del XIX secolo. Ciò significa che per fermare una catastrofe, dovrebbero essere effettuati urgenti e drastici tagli ai gas effetto serra. Ma di recente, alcuni scienziati hanno ammesso di essersi sbagliati: abbiamo davanti un periodo più lungo per ridurre la quantità di combustibili fossili che vengono bruciati.

La rivoluzione dell’energia solare, in particolare in Cina, ha tagliato drasticamente la quantità di anidride carbonica prodotta, hanno detto i ricercatori. La ricerca degli scienziati britannici dimostra che, secondo le vecchie proiezioni, il mondo dovrebbe ora avere una temperatura di 1,3° rispetto alla media della metà del XIX secolo. Infatti, la nuova analisi mostra che è tra i 0.9°e 1°.
Michael Grubb, professore di energia internazionale e cambiamento climatico all’University College London, ha ammesso che le vecchie proiezioni erano state sbagliate.

La nuova ricerca “fa pensare che abbiamo più tempo di quanto si credesse”, le emissioni globali, in particolare della Cina, si stanno riducendo a un ritmo più veloce di quanto previsto, ha osservato Grubb, “siamo nel mezzo di una rivoluzione energetica”. Myles Allen, professore di Scienze ecosistemiche alla Oxford University, ha affermato che se il mondo segue le “ambiziose” riduzioni delle emissioni c’è la probabilità di raggiungere il traguardo di 1,5°.e. Allen è ottimista:”Gli accordi di Parigi sono alla nostra portata”.

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