Ambiente

Rosignano Solvay: spiaggia e mare da sogno. Ma l’effetto Caraibi è un pacco…inquinato

Rosignano Solvay: spiaggia e mare da sogno. Ma l'effetto Caraibi è un pacco...inquinato

Rosignano Solvay: spiaggia e mare da sogno. Ma l’effetto Caraibi è un pacco…inquinato

ROMA – Rosignano Solvay: spiaggia e mare da sogno. Ma l’effetto Caraibi è un pacco…inquinato. Un colpo d’occhio così impressionante, spiaggia più bianca del neon e acqua azzurro cinemascope, non s’è mai visto nemmeno ai Caraibi. Capita da circa un secolo sulla costa toscana di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, più precisamente i 4 km a sud di Rosignano Solvay, dal nome del fondatore del grande stabilimento che produce bicarbonato di sodio.

Fondata nel 1912 da Ernest Gaston Joseph Solvay, imprenditore e politico belga, la fabbrica scarica direttamente a mare residui e materiali chimici. E’ il carbonato di calcio che trasfigura il paesaggio marino, conferendo quell’ effetto da paradiso tropicale che quest’anno ha fatto raggiungere il picco di presenze dei turisti.

Se l’acqua è pulita – cioè sgombra di batteri di origine fecale – non lo è l’ambiente, mercurio piombo arsenico, la chimica nel suo aspetto meno rassicurante qui raggiunge picchi di allarme che gli ambientalisti non si stancano di ripetere, il più delle volte inascoltati.

«Le spiagge bianche sono tali perché scarichiamo calcare e gesso», spiega Davide Papavero, direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano. Che assicura: «Si tratta di materiali inerti, atossici e assolutamente non pericolosi». Però gli ecologisti accusano l’azienda di aver inquinato la costa anche con mercurio, cromo, arsenico, cadmio e piombo. «Nel sottosuolo ci sono metalli pesanti, ma i bagnanti non lo sanno oppure fanno finta di niente», commenta sconsolato Angelo Ferrara, attivista del circolo Legambiente Costa Etrusca. (Gabriele Martini, La Stampa)

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