Ambiente

Siccità morde al Nord, Veneto verso lo stato di crisi. E l’acqua salata invade i campi

Siccità morde al Nord, Veneto verso lo stato di crisi. E l'acqua salata invade i campi

Siccità morde al Nord, Veneto verso lo stato di crisi. E l’acqua salata invade i campi

ROMA – Siccità morde al Nord, Veneto verso lo stato di crisi. E l’acqua salata invade i campi. Non piove, i fiumi restano in secca, le coltivazioni devono fare i conti con la siccità che ormai ha superato i livelli di guardia: la Regione Veneto, la più sofferente, sta per dichiarare lo stato di crisi. Qui non piove dal 5 gennaio, la portata d’acqua dell’Adige dovrebbe essere di 80 metri cubi d’acqua al secondo, ma è scesa fino a 37.

Sono caduti 29 cm di pioggia contro una media storica di 69 cm, sulle montagne con le alte temperature (3 gradi sopra la media) è praticamente sparita la neve quest’anno, non si forma il ghiaccio che alimenta i fiumi come l’Adige che giunge svuotato e stanco alla foce sull’Adriatico.

Così l’alta marea di acqua salata riesce a risalire sulla terraferma, strani pesci invadono i raccolti, il sale brucia le coltivazioni costringendo i contadini a tirar fuori l’acqua dalle falde e dai canali con le turbine. Il livello del Po in Lombardia adesso corrisponde a quello di giugno del 2016.

Secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti, lo stato di riempimento del lago Maggiore è al 51,5%, quello del Lago di Iseo al 22,1%, quello del Lago di Como al 17,1%, mentre più positiva è la situazione del Garda con il 79,2%”.

Al Nord, in Piemonte e in Emilia Romagna, rileva Coldiretti, il volume complessivo delle risorse idriche disponibili è ai livelli minimi dal 2010, ma in difficoltà sono anche la Lombardia dove è già attivato da settimane l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, il Trentino Alto Adige e il Veneto. Nel resto della Penisola la situazione è a macchia di leopardo, con Abruzzo, Basilicata e Sicilia che segnalano le più basse disponibilità idriche degli ultimi anni.

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