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Terra dei Fuochi in Lombardia, perizia: sostanze inquinanti depositate attraverso acque irrigue

MILANO – Dalla terra dei fuochi spuntano nuovi interrogativi sulla sicurezza ambientale nel milanese. E’ la perizia di parte sui campi contaminati, commissionata dall’azienda agricola proprietaria dei terreni tra Carpiano e Landriano, a far scattare nuovamente la paura.

Il documento, che verrà discusso oggi 19 settembre in Regione durante la Conferenza dei servizi indetta per avviare la bonifica dei terreni, sposta l’asse del problema.

Come scrive Patrizia Tossi su Il Giorno,

secondo il perito, infatti, le sostanze inquinanti sarebbero state depositate attraverso le acque irrigue, inquinate nel corso degli anni dalle lavanderie industriali che un tempo di trovavano nella zona di San Giuliano. Niente sversamenti pirata, com’è stato invece scritto dai ricercatori di Ispra.

Si riaccende quindi la preoccupazione dei residenti.

“Se questa tesi è vera, altri terreni potrebbero essere contaminati – dice Andrea Bruni, consigliere comunale della lista Vivi Carpiano – La nostra è una zona di ex marcite, le sostanze tossiche potrebbero essere ovunque: sui terreni coltivati ma anche lungo gli argini delle rogge dove molte persone vanno a cogliere i funghi. Il riso è uno dei prodotti che assorbe in quantità maggiori l’inquinamento, mi chiedo se siano sicure le produzioni del Sud Milano”.

La perizia esclude la presenza in eccesso di diossina e registra quattro metalli pesanti: arsenico, cadmio, piombo e zinco.