Ambiente

Terremoto, Osservatorio Vesuviano: “Il vero rischio sono i Campi Flegrei”

Terremoto, Osservatorio Vesuviano: "Il vero rischio sono i Campi Flegrei"

Terremoto, Osservatorio Vesuviano: “Il vero rischio sono i Campi Flegrei”

NAPOLI – Il terremoto che è tornato a sconvolgere il Centro Italia nei giorni scorsi si è sentito intensamente anche a Napoli. Per Francesca Bianco, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, il nuovo sisma non mette in pericolo i napoletani, “ma il vero rischio sono i Campi Flegrei: nella zona della Solfatara e di Pisciarelli il livello di guardia è giallo”.

Intervistata da Cristina Zagaria per il quotidiano la Repubblica l’esperta spiega:

“C’è stato un evento sismico molto forte, molto più forte di quello del 24 agosto ad Amatrice, Accumoli. La zona di impatto è sempre la stessa: l’Appennino centrale. Questa volta l’epicentro è stato a cinque chilometri da Norcia, a una profondità di 9 chilometri con una magnitudo momento di 6.5”.

Perché a Napoli questa volta la scossa si è avvertita così forte?
“Io, a Napoli, a casa mia, ho avvertito anche quello dello scorso 26 ottobre, che era meno intenso, ma questo si è fatto sentire in maniera più evidente perché la magnitudo era maggiore e la crosta terrestre favorisce la propagazione degli eventi sismici. I terremoti con una tale energia si avvertono a centinaia di chilometri di distanza”.

Ma c’è stato pericolo?
“A noi non sono arrivate le oscillazioni più violente. Si sono mossi i lampadari e forse è caduta qualche suppellettile, ma non ci sono state spaccature nelle pareti. No, quando l’epicentro è così lontano non c’è reale pericolo”.

Il più grande incubo dei napoletani è il Vesuvio:

San raffaele

Il Vesuvio è pericoloso?
“Direi proprio di no. L’allerta è verde, il livello base. Tutti i parametri sono in regola. E né il terremoto dell’Aquila né quello dell’Irpinia dell”80, molto più vicino, hanno avuto effetti sul Vesuvio”.

Ma l’attenzione massima è puntata sui Campi Flegrei. Proprio alla vigilia del terremoto di Amatrice del 24 agosto, sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei 7 Comuni della provincia di Napoli che, soggetti ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici, formano l’area da evacuare cautelativamente in caso di ripresa dell’attività eruttiva (Zona rossa). Si tratta dell’intera estensione territoriale dei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e di parte del territorio dei Comuni di Giugliano in Campania, Marano di Napoli e alcune municipalità di Napoli.

“Questa è l’unica zona da monitorare seriamente – osserva la Dottoressa Bianco – anzi che monitoriamo con grande attenzione. Qui l’allerta è gialla, c’è un sollevamento molto lento di qualche decina di centimetri che va avanti dal 2005 e abbiamo anche un’importante variazione nella composizione chimica delle fumarole della Solfatara e di Pisciarelli. I parametri che non tornano possono essere un campanello di allarme. Abbiamo intensificato le nostre osservazioni”.

 

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