Ambiente

Vesuvio e Campi Flegrei, eruzione possibile “Tre milioni di persone a rischio”

Vesuvio e Campi Flegrei, eruzione possibile "Tre milioni di persone a rischio"

Vesuvio e Campi Flegrei, eruzione possibile “Tre milioni di persone a rischio”

NAPOLI – Il Vesuvio fa sempre più paura: ben tre milioni di persone sono a rischio se le solfatare dei Campi Flegrei dovessero risvegliarsi, rendendo attivo uno dei vulcani più pericolosi al mondo.

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Secondo Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, un’eruzione è possibile, potrebbe avvenire da un momento all’altro, e sarebbe una catastrofe che riguarderebbe, appunto, tre milioni di persone.

“Si tratta effettivamente del vulcano a più alto rischio al mondo – ha spiegato al Corriere della Sera Giuseppe Mastrolorenzo, dell’Osservatorio vesuviano – il rischio viene calcolato in base alla pericolosità che è molto alta e alla popolazione esposta. Gli studi hanno evidenziato l’evoluzione di questa caldera verso condizioni di rischio sempre maggiori e purtroppo questo rischio non è quantificabile. Da circa 10 anni siamo in presenza di una fase bradisismica in cui il suolo si è sollevato di oltre mezzo metro, ci sono state sequenze sismiche e forti modificazioni nella composizione dei gas delle fumarole. Un recente lavoro scientifico ha dimostrato come le fasi bradisismiche avvenute dagli anni ‘70 in poi hanno portato ad un sollevamento complessivo di circa tre metri e mezzo e nell’ultima fase ci sono state oltre 16.000 scosse”.

I segnali di irrequietezza del vulcano sono sempre più numerosi, ma da un punto di vista pratico nulla cambia nello stato della zona, in allerta gialla dal 2012.

I segnali indicano che c’è una dinamica in atto, ma non si sa se questa ‘agitazione’ a lungo termine porterà ad un’eruzione. Tuttavia, il modello indica che se la situazione dovesse evolvere verso un’eruzione ‘questa potrebbe essere simile a quella del 1538, che è stata piccola rispetto a quelle catastrofiche che hanno generato la caldera dei Campi Flegrei.

Analizzando le deformazioni del suolo nei Campi Flegrei, ossia il sollevamento e abbassamento del suolo (bradisismo), e il tasso di sismicità dell’area i ricercatori hanno messo a punto un modello che aiuta a prevedere il comportamento di questo supervulcano. Dal 1950 il suolo si è sollevato di oltre 4 metri nel porto di Pozzuoli, a causa dei movimenti del magma a tre chilometri di profondità, e nell’area ci sono stati circa 20.000 terremoti.

Sulla base del modello sono stati analizzati i movimenti del suolo avvenuti negli ultimi decenni, i principali dei quali risalgono agli anni ’70 e ’80. Emerge così che la somma delle deformazioni avvenute potrebbe aver causato un accumulo di energia nella crosta terrestre che potrebbe averla avvicinata al punto di rottura. E’ però impossibile prevedere, hanno rilevato i ricercatori, se e quando possa avvenire un’eruzione.

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