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“Emergenza cultura”: la manifestazione il 7 maggio a Roma

ROMA – “Emergenza cultura. Salviamo l’articolo 9 della Costituzione”: con questo appello lo storico dell’arte Tomaso Montanari promuove la manifestazione prevista per sabato 7 maggio a Roma contro lo Sblocca Italia, la legge Madia e le “riforme” Franceschini.

Nella sua convocazione alla manifestazione, Montanari dice:

“Al governo che vuol fare il Ponte sullo Stretto, chiediamo invece che venga studiata, finanziata, avviata l’Unica Grande Opera utile, anzi vitale per il futuro del Paese: salvare il territorio, risanarlo, metterlo in sicurezza sia dal punto di vista idrogeologico che dal punto di vista sismico.

Chiediamo che sia abbandonata la filosofia dei beni culturali come pozzi petroliferi, che comporta lo sfruttamento intensivo di una piccola porzione del patrimonio – spesso a vantaggio di pochi privati con forti connessioni politiche – e l’abbandono e l’incuria per la maggioranza dei siti. (…)

Chiediamo che si torni indietro rispetto all’idea cardine della Riforma Franceschini: la miope e pericolosissima separazione radicale tra tutela (di fatto annullata) e valorizzazione (di fatto trasformata in mercificazione). Chiediamo che si interrompa il processo di trasformazione dei musei statali in fondazioni di partecipazione aperte agli enti locali e ai privati. I musei devono continuare a fare sia tutela che valorizzazione: devono avere al loro interno vere comunità scientifiche permanenti, in grado di fare ricerca e comunicare la conoscenza. (…)

Chiediamo che siano sospesi l’accorpamento delle soprintendenze archeologiche, la soppressione della direzione generale per l’archeologia, lo stravolgimento dei depositi e degli archivi delle strutture territoriali di tutela”.

E in una intervista a Giacomo Russo Spena su Micromega, Tomaso Montanari ribadisce il concetto: “Il paesaggio e il patrimonio storico e artistico sono in grave pericolo. Chiediamo di fermare la corsa al consumo del territorio e la mercificazione dei musei. Vogliamo poter studiare la storia dell’arte a scuola. Bondi ha dimezzato d’un colpo il finanziamento del patrimonio ma le leggi di Franceschini rischiano di fare infinitamente più danni”.

“Chiediamo di fermare la corsa al consumo del territorio. Di non vedere come un nemico chi difende il paesaggio, il mare, il patrimonio artistico. Di creare vero lavoro, non assunzioni spot una tantum. Il motto dello Sblocca Italia è ‘padroni in casa propria’: noi crediamo invece che dobbiamo essere custodi. La Legge Madia sottopone le soprintendenze ai prefetti, cioè direttamente al governo: ma se in passato ci fossimo regolati così, oggi l’Italia sarebbe un’unica colata di cemento. La Costituzione pone la tutela al rango sommo di principio fondamentale (articolo 9), ora tutto è invece sottoposto al fare cassa: ma è una politica miope, anzi suicida. Il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche appena nominato dal governo ha dichiarato candidamente: «Dobbiamo fare andare avanti l’Italia senza pensare a principi etici». Così l’Italia andrà a impantanarsi ancora un po’ nel suo più grande problema: la corruzione”.

 


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