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La Gioconda è felice. La scienza risolve l’enigma del sorriso di Monna Lisa

La Gioconda è felice. La scienza risolve l'enigma del sorriso di Monna Lisa

La Gioconda è felice. La scienza risolve l’enigma del sorriso di Monna Lisa

ROMA – La Gioconda è felice. La scienza risolve l’enigma del sorriso di Monna Lisa. Era felice quando si mise in posa di fronte allo sguardo di Leonardo, era contenta quando i ladri scalarono il Louvre per portarsela via un secolo fa donandogli fama e allure mai concessa ad altri ritratti.

Sorride soddisfatta quando ammicca misteriosa e quasi rassegnata ai gruppi di visitatori in specie giapponesi del pellegrinaggio turistico più inflazionato del pianeta, beh ogni volta Mona Lisa si compiace di una discreta e illogica felicità. Enigmatica, ineffabile felicità.

Stando almeno a quanto dicono gli scienziati in vacanza estetica dai loro seriosi e un po’ noiosetti studi sperimentali. I ricercatori dell’Università di Friburgo hanno infatti sottoposto un campione di studenti a dei test per comprendere lo stato d’animo nascosto dietro il celebre sorriso della Monna Lisa: il risultato dei test è stato univoco, l’espressione della Gioconda esprime un sentimento di felicità.

Partendo da una copia in bianco e nero del capolavoro, gli studiosi hanno distorto gli angoli della bocca della Gioconda e hanno creato otto immagini alterate per dare in quattro circostanze un effetto di allegria, mentre nelle restanti quattro l’espressione era di tristezza. Infine, nove immagini, le otto modificate e l’originale, sono state sottoposte più volte all’attenzione dei partecipanti al test. Ogni volta le varie copie venivano rimescolate in modo che la sequenza fosse casuale e i volontari dovevano stabilire se l’immagine rappresentasse una persona triste o felice. (Emilio Vitaliano, La Repubblica)

Chissà che un rapporto meno convenzionale tra arte e scienza non conduca a sempre maggiori interazioni conoscitive. Perlomeno, lo studio di Friburgo elimina qualche bias scientifico, pregiudizi come quello che voleva il nostro sistema visivo in qualche modo fallato al punto da restituire una immagine della Gioconda secondo un concetto fluido, oseremmo dire liquido, dell’oggetto osservato. Come se quel sorriso fosse in costante movimento, fluttuante cioè attraverso i diversi stati d’animo associabili a ogni cambio di espressione.

Ovvio che nulla impedisce alla scienza sperimentale di contraddirsi in breve tempo. Nulla esclude che quel 97% di osservatori testati a Friburgo non esprima nient’altro che la coazione umana a preferire la gioia e la felicità, forzando, nel caso, gli input oscillanti del mondo fisico e, ahi noi, indifferente.

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