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Leonardo da Vinci, caccia al Dna per disegnare il suo selfie

MILANO – Caccia al Dna di Leonardo da Vinci. Una caccia che si conduce tutta nelle tele del genio toscano, per far luce su di lui e sulla sua vita, sulle sue abitudini, sulle sue condizioni di salute, sul suo aspetto fisico.

E’ questo l’obiettivo del Leonardo Project‘, il grande consorzio internazionale che dal 2014 unisce genetisti, storici dell’arte e antropologi provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, Canada e Spagna, con l’obiettivo di conoscere la vera storia del genio rinascimentale.

Dopo la complessa ricostruzione dell’albero genealogico, che ha portato a identificare ben 41 discendenti in linea diretta maschile ancora viventi, si apre ora la caccia alle tracce biologiche nascoste tra tombe e dipinti, che potrebbero portare ad elaborare il profilo genetico di Leonardo entro il 2019, anno del 500esimo anniversario della sua morte.

Il progetto è descritto in un numero speciale della rivista Human Evolution. ”Aver ricostruito l’albero genealogico di Leonardo è stato un passo fondamentale”, spiega Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, che si trova a Vinci (Firenze):

”Innanzitutto ci ha permesso di scoprire cose inedite della famiglia che hanno condizionato la sua formazione, come il fatto che il nonno non fosse un semplice contadino, ma un personaggio tutto da scoprire, che aveva contatti con Avignone, Barcellona, Valencia ed era arrivato perfino a Maiorca come procuratore di un cugino mercante. In secondo luogo, l’albero genealogico ci ha permesso di creare le condizioni necessarie alla ricerca del Dna, perché ha identificato i ‘giacimenti biologici’, ovvero i parenti e i discendenti, da cui sarà possibile prendere il Dna da confrontare con quello di Leonardo”.

I ricercatori procederanno su più fronti: ottenute le necessarie autorizzazioni, lavoreranno sull’antica tomba della famiglia Vinci a Firenze, sui presunti resti di Leonardo sepolti presso il castello di Amboise in Francia, e a Milano, dove ci potrebbero essere i resti della madre Caterina. Lo studio coinvolgerà anche il Craig Venter Istitute, il centro californiano fondato dal padre della mappa del genoma umano, che collaborerà alla ricerca di eventuali tracce biologiche lasciate da Leonardo su dipinti e appunti. I ricercatori stanno già cercando di mettere a punto una tecnica che in futuro potrebbe tornare utile nella lotta alla falsificazione delle opere d’arte.

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Ma soprattutto cercheranno di disegnare il selfie di Leonardo. Se la faccia della Monna Lisa è famosa in tutto il mondo, quella del suo creatore Leonardo da Vinci resta ancora un mistero.

I ricercatori sperano di riuscire a ricostruire il volto grazie a del materiale genetico – come dei capelli trovati in un ritratto- mentre le ossa potrebbero permettere agli scienziati di ricostruire la faccia dell’inventore.

Saranno utilizzate delle tecniche avanzate che permetteranno la ricostruzione facciale dal DNA, utilizzando la genetica per scoprire dettagli come il colore degli occhi, dei capelli , la tonalità della pelle e la forma del viso.

I ricercatori stanno anche tentando di avere il permesso per cercare tracce di DNA nella polvere presente sul quadro “Adorazione dei Magi“, attualmente in fase di restauro a Firenze.

Qualsiasi materiale genetico ottenuto e sequenziato verrà confrontato con il DNA di parenti -sia vivi che defunti- di Leonardo da Vinci, così come resti scheletrici o di altro tipo che potrebbero essere scoperti in futuro.

Brunetto Chiarelli, dell’ Istituto Internazionale per gli Studi dell’Uomo presso l’Università di Firenze, editore di Human Evolution, ha detto: “Oltre a una maggiore conoscenza storica su Leonardo, vorremmo possibilmente ricostruire il suo profilo genetico, che potrebbe fornire una comprensione in altri individui con notevoli qualità”.

Gli scienziati del J Craig Venter Institute negli Stati Uniti, insieme all’Università di Firenze, stanno attualmente esaminando dipinti dell’era da Vinci appartenenti a privati per sviluppare tecniche di estrazione ed analisi del DNA.

Altre istituzioni che partecipano al Progetto Leonardo includono l’Institut de paléontologie Humaine a Parigi, Francia, il Rockefeller University di New York City e il Laboratorio di identificazione genetica presso l’Università di Granada, in Spagna.

Questa settimana gli esperti coinvolti nel progetto, si sono incontrati presso la sede del Consiglio Regionale della Toscana a Firenze. Un aspetto fondamentale del progetto sarà quello di tentare di risolvere il mistero del luogo della morte di Da Vinci, che morì nel 1519.

Gli scienziati sperano di verificare l’autenticità dei “presunti resti” di Leonardo, sepolto sotto il pavimento di pietra della cappella di Saint-Hubert presso lo Chateau d’Amboise in Francia; ci sono infatti similitudini con l’identificazione dei resti di Re Riccardo III, dopo che erano stati riesumati da un parcheggio di Leicester.

L’ultimo re d’Inghilterra Plantageneto nacque nello stesso anno di da Vinci.