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Modigliani veri a Parigi e Torino, ma non a Genova? Tre critici, “nemici-amici a seconda delle occasioni”

Modigliani veri a Parigi e Torino, ma non a Genova? Tre critici, "nemici-amici a seconda delle occasioni"

Modigliani veri a Parigi e Torino, ma non a Genova? Tre critici, “nemici-amici a seconda delle occasioni”

ROMA – Modigliani veri a Parigi e Torino, ma non a Genova? Tre critici, “nemici-amici a seconda delle occasioni”. Sono ventuno le opere sequestrate dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi quadri di Modigliani esposti a palazzo Ducale a Genova (in fondo all’articolo l’elenco completo). In attesa che la magistratura faccia il suo corso è difficile confidare nel fatto che il mistero della vera attribuzione possa essere risolto: ad essere considerato falso c’è anche il ritratto della moglie del suo collezionista più noto autenticato dallo stesso modello, Hanka Zborowska.

Senza contare che nemmeno le analisi scientifiche sui pigmenti possiedono il crisma della verità processualmente incontestabile. E come possono i giudici distinguere il vero dal falso se gli stessi conoscitori più esperti si fanno la guerra a intermittenza e cambiano giudizi e alleanze a seconda delle occasioni?

Nel caso specifico, il Secolo XIX, ha messo insieme pareri e prese di posizione di tre critici, Marc Restellini, Carlo Pepi e Rudy Chiappini, cercando di capire perché i primi due attacchino il terzo – curatore della mostra incriminata di Genova – quando tutti e tre, stavolta all’unisono, non più di due anni fa si ritrovavano concordi nel patrocinare criticamente gli stessi quadri della mostra “Modigliani e la bohème di Parigi” allestita alla Gam di Torino.

Il catalogo viene stampato da Skira, l’esposizione è firmata da Jean-Michel Bouhours, “accreditato studioso di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi”, e l’esposizione porta il timbro dell’istituzione parigina. Nell’elenco delle persone a cui va la riconoscenza degli organizzatori c’è Carlo Pepi di Pisa, con la sua collezione, e per i consigli e l’aiuto ricevuto, nella stessa pagina, Rudy Chiappini. A corroborare scientificamente la scheda del ritratto di Soutine, ecco comparire nella bibliografia “Amedeo Modigliani. L’angelo dal volto severo”, catalogo della mostra allestita nel 2003 a Palazzo Reale di Milano, a cura di Marc Restellini. (Andrea Plebe, Il Secolo XIX)

Ora, mentre il curatore Chiappini si dichiara parte lesa insieme all’organizzazione di Palazzo Ducale, Pepi si dice talmente convinto dei falsi che anche un bambino avrebbe potuto appurarlo ed è stato l’artefice dell’inchiesta perché ha fatto l’esposto sulla scorta del parere autorevole dello stesso Restellini (noto per non esser caduto nella trappola goliardica delle false statue di Modigliani a Livorno).

L’elenco completo delle opere sequestrate: Testa scultorea, 1910-11, matita grassa su carta; Cariatide Rossa/Gli sposi, 1913, olio su tela; Ritratto di Moricand, 1915, olio su tela; Ritratto di Jean Cocteau, 1916, matita su carta; Ritratto di Chaïm Soutine, 1917, olio su tela; Cariatide à genoux, 1913 circa, matita e gouache su carta; Nudo seduto, 1913-1914, matita e acquarello blu su carta; Cariatide, 1914, tempera su carta; Nudo disteso (Ritratto di Céline Howard), 1918 circa, olio su tela; Ritratto di Moïse Kisling, 1916, matita su carta; Testa di donna (Ritratto di Hanka Zborowska?), 1917, olio su tela; Testa di donna dai capelli rossi, 1915, olio su tela; Donna seduta, 1916 circa, matita su carta; Ritratto femminile (La femme aux macarons), 1917, olio su tela; Ritratto di Maria, 1918 circa, olio su cartone.

Tra i dipinti sequestrati anche quelli attribuiti a Moisé Kisling, dopo che l’esperto Marc Ottavi, catalogatore ufficiale dell’opera del pittore polacco, ne aveva dichiarato la falsità. Le opere sono: Madame Hanka Zborowska nell’atelier, 1912 circa, olio su tela; due L’atelier, 1918 circa, olio su tela; Natura morta con ritratto, 1918 circa, olio su tela; Giovane donna seduta, Kiki, 1924 – 26 circa, olio su tela; Grande nudo disteso (Portrait d’Ingrid), 1929-1932 circa olio su tela.

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