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Rembrandt: ecco i trucchi per i suoi autoritratti

ROMA – Rembrandt, il grande pittore olandese, ha usato strumenti ottici, fatti di specchi e lenti, per i suoi famosi autoritratti eseguiti con precisione quasi fotografica? Nel 2000, David Hockney azzardò questa ipotesi e ora due ricercatori indipendenti, hanno pubblicato al riguardo uno studio, prendendo in considerazione questa possibilità.

Rembrandt van Rijn, 1606-1669, è uno dei più famosi pittori fiamminghi di tutti i tempi noto per i suoi ritratti che hanno contribuito a consolidare la reputazione di uno dei grandi maestri olandesi. Ma quando si trattava dei suoi autoritratti, per ottenere il giusto risultato, sembra avesse bisogno di un po’ di aiuto tecnologico. L’artista, potrebbe aver utilizzato una combinazione di specchi e lenti per proiettare la sua faccia sulla tela che, secondo una nuova ricerca, gli permetteva di tracciare il contorno con pennelli e colori.

“David Hockney, e un fisico, Charles Falco, già nel 2000 avevano avanzato l’idea che gli antichi maestri, potrebbero aver usato sistemi ottici per ottenere un risultato realistico e preciso”, ha dichiarato Francis O’Neill, un autore della relazione.”Fu accolta con un certo scetticismo, si pensava che questi grandi artisti non avessero bisogno di strumenti ottici”.

La nuova teoria di Francis O’Neill artista che vive a Oxford, è stata pubblicata sul Journal of Optics. Gli autori, ora hanno proposto cinque diverse impostazioni che avrebbero potuto essere utilizzate dall’artista.

Una di queste, è che potrebbe aver utilizzato esclusivamente uno specchio concavo, due specchi piani e una lente. I ricercatori hanno analizzato le opere del pittore e cercato alcune prove: alcune incisioni e un paio di autoritratti sono stati eseguiti su un foglio di rame, una superficie che si presta bene alla proiezione”, ha dichiarato O’Neill. “Le sue opere sono famose per il loro chiaroscuro, un contrasto di luce e ombra, essenziale per le proiezioni”.

Sia Rembrandt che gli altri maestri dell’epoca, avrebbero avuto difficoltà a eseguire degli autoritratti senza l’aiuto di questa tecnica. I ricercatori hanno anche esaminato una serie di testi che descrivono quelle utilizzate dagli artisti in quel periodo.

Secondo lo studio, l’autore Martin Kemp, nel suo libro “The Science of Art: Optical Themes in Western Art from Brunelleschi to Seurat”, ha citato Da Vinci che diceva: “Ci sono alcuni che guardano le cose prodotte dalla natura, attraverso il vetro, o altre superfici o veli trasparenti. Tracciano i contorni sulla superficie del supporto trasparente”.

Da Vinci ha vissuto circa 100 anni prima di Rembrandt, e questo dimostra che la tecnica era già ben consolidata tra gli artisti ancor prima del pittore olandese, hanno affermato i ricercatori.
Esaminando le proporzioni della testa di Rembrandt nei suoi ultimi autoritratti, appare ripetutamente e insolitamente grande.

“La prova che ha usato le lenti e le proiezioni”, ha dichiarato O’Neill. Ma non tutti sono convinti che Rembrandt abbia utilizzato questa tecnica. Nigel Konstam , un artista che per anni ha studiato l’uso degli specchi, afferma che invece il pittore olandese Johannes Vermeer potrebbe averla utilizzata e sia una spiegazione alla sua pittura brillante e la sensazione di luce.