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Renzo Piano inaugura la biblioteca dell’Università di Trento: 7 piani, 340mila volumi

TRENTO – La biblioteca centrale dell’Università di Trento ha trovato una nuova casa in uno degli edifici progettati dall’architetto Renzo Piano. Un edificio che lo stesso architetto genovese ha riadattato per la nuova destinazione. “Le biblioteche – ha spiegato all’inaugurazione, sabato 19 novembre – si sono evolute, ma una cosa resta ferma: il libro resta un elemento fondamentale, aiuta a stare assieme, a condividere i valori. In una biblioteca si cerca e si sta assieme, perché sapere è anche condividere. Non basta collegarsi a un computer e connettersi. Condividere porta civiltà e insieme tolleranza e l’aiutarsi l’un l’altro”.

Cristallo e acciaio, anima ecologica di bambù, la biblioteca, con scaffalatura aperta per quasi 10 chilometri di volumi, se si volesse metterli in fila, per un totale di oltre 340.000 libri e oltre 430 postazioni di studio nel quartiere delle Albere, è a 300 metri in linea d’aria dal Muse, il museo delle scienze di Trento, opera dello stesso Piano, così come l’intero quartiere in cui sono inseriti.

E al Muse, Piano è passato venerdì, quando è arrivato a Trento per l’inaugurazione dell’anno accademico, spiegando che ci torna ogni volta che è a Trento, a rivederselo. “Mi piace parlare di ‘fabbrica del sapere’ – ha sottolineato della nuova biblioteca, presenti le autorità locali – e se lo è, questa è una fabbrica bianca, nello stesso luogo dove c’era la Michelin, che faceva ruote per auto. Un architetto dovrebbe stare zitto, perché parla per lui ciò che fa, se no diventa come un cantante che spiega le proprie canzoni. Ma vorrei dire che sono solo la voce narrante di un esercito di persone, migliaia, che hanno lavorato a questo progetto, per oltre dieci anni, e ora la biblioteca c’è, grazie anche alla fermezza delle amministrazioni che si sono succedute. E’ una coralità quella con cui si costruisce, e vale anche per la politica. Costruire una biblioteca è fantastico: le città si fanno costruendo luoghi dove la gente sta insieme”.

Piano così ha ricordato le biblioteche a cui ha lavorato nel mondo, citando tra l’altro “quella che credo sia stata la prima a scaffalatura aperta, a Parigi, nel Centre Pompidou, pensata all’inizio degli Anni Settanta”. Ha chiuso parlando di bellezza, “che è un’idea ormai un po’ scippata dalle pubblicità, ma è un’idea profonda, che ci appartiene: nelle lingue antiche, specialmente quelle africane, contiene la nozione di buono, elemento che diventa il collante emotivo. Non voglio passare per l’architetto che parla di bellezza – ha puntualizzato – perché è irraggiungibile, è cercata, e se c’è è legata alla luce. Oggi piove a Trento e forse è meglio, perché qui dentro c’è il senso della luminosità, si possono percorrere le scale, che sono un gioco di spazi e prendere pos di questo luogo mentre centinaia di altri lo fanno, condividerne i valori: è l’essenza della civiltà”.

Una condivisione che l’architetto di fame internazionale ha concretizzato nella giornata anche per cogliere l’occasione di incontrare alcuni studenti di architettura dell’ateneo, finite le cerimonie ufficiali, aperte col taglio del nastro, con il rettore dell’ateneo, Paolo Collini, il presidente, Innocenzo Cipolletta, il governatore del Trentino, Ugo Rossi, il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta.

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