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Nicole Minetti e il pm. Aldo Grasso: “Varietopoli non finisce mai”

Pubblicato il 20 maggio 2012 11.05 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2012 11.07

Il titolo di articolo del giorno per domenica 20 maggio va a “Il Magistrato & l’Igienista” di Aldo Grasso sul Corriere della Sera.

Si tratta, avverte il titolo di prima pagina, di “ Un varietà che non finisce”. Questa volta riguarda “il Giudice e l’Olgettina, o il Giudice e l’Igienista, o il Pubblico Ministero e la Soubrette” e, per Grasso, va visto come “un apologo sull’Italia”, ambientato nei ”ristoranti di lusso di una Milano che irride la crisi: il Bolognese di piazza della Repubblica (gemello di quello romano di piazza del Popolo) o il lounge bar dell’Hotel Bulgari” dove “vai perché vuoi esibire chi frequenti”.

Ricorda Grasso che “lui è Ferdinando Esposito, pm alla Procura del capoluogo lombardo. Narrano che quando si è presentato negli uffici di Palazzo di Giustizia abbia esordito così: Buongiorno, io sono il nipote del procuratore Esposito”. Infatti lo zio ha appena lasciato la carica di procuratore generale della Corte di Cassazione.

Prosegue Grasso: “Lei è la bombastica Nicole Minetti, consigliere regionale, indagata per sfruttamento della prostituzione (anche minorile), e che ora è a processo assieme a Lele Mora ed Emilio Fede per il famoso Ruby-gate. Tempo fa girava per le strade del centro «con una maglietta fina tanto stretta che», su cui campeggiava la scritta: «Senza t-shirt sono ancora meglio»”.

Grasso avverte che “bisogna mettere in conto malignità, invidie, magari invenzioni, persino sequenze prese a prestito dalla commedia sexy, ma sta di fatto che il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha ritenuto opportuno fare un esposto alla sezione disciplinare del Csm”.

Nulla di nuovo sotto il sole d’Italia: “Era già successo, durante il processo per Varietopoli (protagonisti Gigi Sabani, il Merolone, Raffaella Zardo), che il pm Alessandro Chionna si fidanzasse e poi si sposasse con l’ex compagna di Sabani, Anita Ceccariglia, che più volte aveva sottoposto a interrogatorio. Insomma, Varietopoli [allora si diceva Vallettopoli] non finisce mai”.




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