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Gianroberto Casaleggio testamento: “ordini” a M5s fino a 2018

Gianroberto Casaleggio "testamento": non ci cono capi M5s

Gianroberto Casaleggio “testamento”: non ci cono capi M5s

ROMA – Un testamento politico con gli “ordini” impartiti al Movimento 5 Stelle fino al 2018. Anche da morto Gianroberto Casaleggio avrebbe lasciato delle indicazioni da guida del movimento fondato da lui e Beppe Grillo: “Non ci sono capi e l’unico leader riconosciuto sono i cittadini che fanno parte della comunità del M5S”, scriveva pochi giorni fa Casaleggio sul blog di Beppe Grillo per smentire il passaggio di consegne a suo figlio Davide. Alla luce della sua improvvisa scomparsa queste parole sembrano ora l’indicazione di quello che dovrebbe fare il Movimento “orfano” del suo co-fondatore ed ispiratore. “Siamo – scriveva ancora – una comunità che si autodetermina in Rete e gli strumenti a nostra disposizione evolvono ogni giorno”.

Oltre a queste parole, ci sarebbe anche una profezia: le elezioni arriveranno nel 2017, un anno prima del previsto, e il Movimento 5 Stelle le vincerà, affrontando la sua prima esperienza di vero governo.

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Solo pochi giorni fa era intervenuto, sulla propria condizione di salute, dicendo: “Io non mollo”. Casaleggio era ricoverato in una struttura dell’istituto Scientifico Auxologico. La notizia è stata confermata da ambienti del M5S, del suo studio Casaleggio Associati e da fonti sanitarie.

“Gianroberto ormai ha mollato, non ce la fa più a star dietro al Movimento. Decide ormai quasi tutto il figlio”, queste le parole, qualche giorno fa, di un parlamentare molto importante del Movimento, a Milano alla Casaleggio associati per una riunione proprio con Gianroberto Casaleggio. In un’ora e mezzo il cofondatore del movimento ha subito cinque o sei pesanti cali dell’attenzione, faticando a mantenere la concentrazione per un arco di tempo consecutivo neanche troppo lungo.

“Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia. Gianroberto ha lottato fino all’ultimo”. E’ quanto si legge in un post appena apparso sul blog di Beppe Grillo nel quale figura anche un passaggio della lettera al Corsera: “Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive”.

(foto Ansa)

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