Blitz quotidiano
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Raggi e M5S “strade parallele”, Di Maio-Dibba declassati a testimonial

ROMA – Raggi e M5S “strade parallele”, Di Maio-Dibba declassati a testimonial. A Palermo hanno preso applausi, si sono parlati a quattr’occhi, hanno rivitalizzato e rinfrancato il popolo 5 Stelle, ma la foto opportunity, lo scatto fotografico che li immortalasse insieme e quello politico che risolvesse forse la contraddizione attuale più visibile in seno al Movimento, non c’è stato.

Beppe Grillo è tornato capo assoluto e rinnova alla sindaca romana l’ultimatum a non scontentare la base, Virginia Raggi si prenderà “onori e oneri” ma intanto continua a ballare da sola dopo averlo fatto in mezzo al tripudio grillino, scegliendo di testa sua (o comunque all’interno del suo cerchio magico a Roma lontano da Milano o Genova) nomine di peso e incarichi strategici nell’amministrazione capitolina.

E’ questa foto che non c’è a fissare il momento, a marcare la linea sempre più netta che separa il Movimento di lotta da quello di governo, che oppone l’ala ortodossa e movimentista a quella che si è autonominata classe dirigente, orizzontali contro verticali, i duri e puri arrivati prima della vittoria di Parma contro quelli venuti dopo a raccoglierne i frutti…

Ci sono due Movimenti. Basta ascoltare i tre membri del “Direttorio” (Ruocco, Fico, Taverna) più Roberta Lombardi che dal direttorio è uscita prima di organizzare la festa di Palermo e che, nonostante i sorrisi tirati e a dispetto dell’artificiale clima ecumenico, continuano a cantarle all’Ufo Raggi, e a Di Battista e Di Maio, arrogatisi leader in un movimento “leaderless”, come deve ricordare loro il figlio di Casaleggio.

“Movimento e Raggi viaggiano su due strade parallele”. “Di Maio e Di Battista sono bravi a comunicare ed è giusto che vadano in tv. Ma non hanno un ruolo politico”, “per essere leader occorre l’ autorevolezza. E per ora quella ce l’ha solo Beppe”, ha dichiarato al Corriere della Sera e alla Repubblica Roberta Lombardi, sottolineando che a Roma il Movimento e la sindaca Raggi viaggiano per ora su “due strade parallele. Speriamo di incontrino”.

“Io e Roberto (Fico, ndr) la vediamo spesso allo stesso modo e sa perché? Perché siamo della vecchia guardia”, spiega a Repubblica. “Con lui, Paola Taverna, Carla Ruocco, con chi è arrivato prima del 2012. È stato quello lo spartiacque: l’anno della vittoria del Movimento a Parma. Noi diamo molta importanza al collettivo”.

“Dibba-Di Maio” testimonial non leader. Con chi è arrivato dopo, aggiunge, “noto che a volte c’è più spinta a livello comunicativo e meno attenzione alla sostanza. Il problema è quando tu cerchi di inseguire Matteo Renzi sul suo stesso terreno. E per la fretta ti lanci in affermazioni che non hai condiviso: butti il cuore oltre l’ ostacolo, ma ti spingi dove il Movimento non è andato”.

Ad esempio, dice, quando in televisione Di Battista ha ipotizzato il governo di scopo. Si rassegnino, è il messaggio, Dibba-Di Maio, vanno in tv perché sono telegenici ed efficaci, ma restano dei “testimonial” (Carlo Sibilia) e non si illudano che questo basti a farne dei leader. Si vedrà se questa tutto sommato benaugurante crisi di crescita si sarà trasformata in una guerra intestina senza quartiere.