Blitz quotidiano
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Rosa Capuozzo (M5S): “Non vado in galera per altri…”.

Rosa Capuozzo in lacrime al telefono: "Non lascio per colpe altrui". Ma il sindaco M5s di Quarto ha cambiato versione almeno due volte davanti ai pm che infatti ha detto: "Condotta da approfondire"

QUARTO –  Rosa Capuozzo non si vuole dimettere, ma Beppe Grillo l’ha praticamente “licenziata” (dicendo via blog che l’onestà è uno dei pilastri del Movimento 5 Stelle e quindi bisogna fugare qualsiasi dubbio di collegamento al malaffare). La sindaca grillina di Quarto ha detto in lacrime: “Non voglio finire in galera per colpa di qualcun altro”. Il problema, per lei, è spiegare perché ha cambiato la versione dei fatti (riferita ai magistrati) in corso d’opera: perché ha denunciato le pressioni del consigliere M5s in Comune (Giovanni De Robbio, poi espulso dal Movimento e indagato per tentata estorsione e per voto di scambio) e perché ha poi ritrattato, dicendo di non aver mai subito pressioni. Tanti misteri e adesso anche i carabinieri che perquisiscono Comune e casa privata (ma lei non sarebbe indagata).

Titti Beneduce scrive sul Corriere il contenuto di una telefonata avvenuta a dicembre tra la sindaca e Alessandro Nicolais, capogruppo grillino in Comune:

“Non ce la faccio più é finita. Io posso regger qualsiasi cosa ma non finire in galera per colpa di qualcun altro. É inaccettabile”.

“Io ho lottato – dice ancora Capuozzo al telefono – con minacce per la casa. Ho detto: ma smantellatemi questa c…di casa, non faccio un passo indietro, ho subìto minacce per qualsiasi cosa”.

Le contraddizioni nel comportamento della Capuozzo negli ultimi mesi sono invece ben riassunte da Guido Ruotolo su La Stampa:

Ieri, la sindaca ha tentato una disperata autodifesa con un messaggio sul web. Proponendo la sua ricostruzione dei fatti che non coincide con quanto sta emergendo dalla inchiesta del pm John Henry Woodcok. Lei, ma anche i grillini, hanno sempre detto che hanno combattuto la camorra e che hanno espulso De Robbio quando si sono accorti della sua caratura diciamo politica divergente. In realtà, come emerge dalle intercettazioni, dalle stesse ammissioni a verbale del sindaco, e dall’esito delle perquisizioni della vigilia di Natale, De Robbio ricattava Rosa Capuozzo per via dell’abuso edilizio della propria casa.

Voleva la nomina a presidente del Consiglio comunale, De Robbio. È vero che il sindaco non si è piegata alle richieste. Né ha accettato di privatizzare diverse attività affidate al settore pubblico. Ma nel suo interrogatorio agli atti della inchiesta, infatti, emerge con chiarezza la consapevolezza del sindaco di essere ricattata. Lei però non denuncia, non si muove, non chiede di cacciare il consigliere comunale fino a quando la situazione non precipita.

 


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