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Virginia Raggi e la tolleranza zero a Roma: “Basta a nuove occupazioni”

Virginia Raggi e la tolleranza zero a Roma: "Basta a nuove occupazioni"

Virginia Raggi e la tolleranza zero a Roma: “Basta a nuove occupazioni” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “Il Comune sta facendo la sua parte, ma deve essere chiaro che non dovranno essere tollerate nuove occupazioni: su questo, gli interventi per ristabilire la legalità da parte delle forze dell’ordine avranno il pieno sostegno dell’amministrazione capitolina”. A 10 giorni dallo sgombero dei rifugiati da via Curtatone la sindaca di Roma Virginia Raggi interviene con un duro post su Facebook, alla vigilia della riunione in prefettura con la Regione Lazio sull’emergenza abitativa. “Stiamo effettuando la ricognizione di tutti gli immobili del patrimonio di Roma Capitale e dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata – aggiunge Raggi – Vogliamo destinarli a nuclei familiari in condizioni di fragilità”. Entro il 31 dicembre, aggiunge, sarà presentato un ‘Piano di azione per superare il disagio abitativo’: “l’obiettivo è potenziare lo scorrimento delle graduatorie di chi ha diritto a un alloggio di Edilizia residenziale pubblica (Erp)”. Per la sindaca sono “uno scandalo le 200 mila abitazioni vuote a Roma”.

Intanto, dopo la quarta notte accampati in via dei Fori Imperiali i rifugiati del Corno d’Africa sgomberati da via Curtatone attendono una casa. L’ipotesi é che per alcuni giorni stiano in un hotel non lontano dal palazzo che occupavano, in attesa di una sistemazione definitiva. Nella riunione di domani in prefettura si parlerà in generale di senzacasa, a partire dalle 60 famiglie in prevalenza italiane sgomberate da uno stabile in zona Cinecittà e ospitate da settimane dalla chiesa dei Santissimi Apostoli, nel centro storico. Il presidio dei migranti era autorizzato dalla Questura fino alle ore 20 di ieri, lunedì, ma questi assieme ai militanti dei movimenti per il diritto all’abitare che li sostengono hanno deciso di restare lo stesso. Domani i loro rappresentanti sono stati convocati separatamente dal prefetto.

L’ipotesi di portarli in hotel in attesa di un nuovo censimento delle situazioni di cosiddetta fragilità – anziani, bambini, disabili – viene definita “solo una toppa” da Margherita Grazioli, esponente dei movimenti. “Chiederemo che vengano utilizzati i 40 milioni già disponibili per l’emergenza abitativa – aggiunge – per l’autorecupero di immobili pubblici e beni confiscati alle mafie a scopo alloggiativo”. La cifra é disponibile, fa sapere la Regione Lazio, ma legata al censimento delle occupazioni in corso. “Con la Regione abbiamo già avviato un dialogo per modificare le condizioni per utilizzare i 30 milioni di euro previsti da una recente delibera – dice Raggi -. Questi stanziamenti vanno resi realmente utilizzabili: il vincolo di destinarne una percentuale agli occupanti abusivi non ci convince”. Il ricorso agli edifici tolti alla criminalità organizzata viene esaminato in questi giorni dal ministero degli Interni per affrontare l’emergenza alloggiativa non solo a Roma. Oggi al Viminale si é svolto un incontro tecnico con rappresentanti dell’Associazione dei Comuni (Anci), secondo i quali servono risorse e dati sugli immobili da destinare ai meno abbienti Nella capitale sono 454 quelli gestiti dall’Agenzia dei beni sottratti alla mafia.

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