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Balotelli al Milan. Berlusconi spende 20 mln per 400mila voti. 50 euro a voto

Mario Balotelli, domani a Milano. A Berlusconi porta 400mila voti (foto Ansa)

Mario Balotelli, domani a Milano. A Berlusconi porta 400mila voti (foto Ansa)

MILANO – Almeno venti milioni ma potrebbero essere 23:  quello che il Milan paga al Manchester City per Mario Balotelli. 400mila voti, di cui 80mila in Lombardia: quello che incamera Silvio Berlusconi in termini elettorali dall’affare Balotelli. In totale fa più o meno 50 euro a voto. 

Per Silvio Berlusconi impegnato in un tentativo di rimonta elettorale che fino a qualche settimana fa sembrava impossibile, anche una spesa del genere, sembra essere un affare. Mario Balotelli al Milan (annuncio ufficiale, supermario sarà mercoledì mattina a Milanello per le visite mediche) lo è certamente dal punto di vista tecnico. Evidentemente la “mela” Balotelli non era così marcia come detto da Berlusconi, forse per depistare, solo qualche settimana fa.

Ma il Cavaliere sembra aver pensato l’affare soprattutto come traino per la campagna elettorale. I muscoli di Balotelli, stando alle cifre in voti che fa Luca Pisapia sul Fatto Quotidiano,  valgono più di centinaia di cartelloni, soprattutto in Lombardia dove si gioca una partita decisiva al Senato. E che il binomio politica-pallone sia indissolubile per Berlusconi lo mostra una lunga serie di affari calcistici fatti in campagna elettorale.

Il Fatto Quotidiano li ricorda uno per uno, dal 1994, anno della sua prima vittoria alle elezioni, fino ad oggi.

Restando al binomio Berlusconi-Milan invece, la discesa in campo del piazzista di Arcore è accompagnata dalla doppietta scudetto-Champions League realizzata nel 1994 dalla squadra di Capello, Savicevic e Papin. E nell’immaginario collettivo del paese l’uomo che atterra in elicottero a Milanello, a presentare grandi acquisti e mostrare le sue coppe, diventa l’uomo che può portare l’Italia intera alla vittoria. Non a caso il nome scelto per la prima formazione politica è il calcistico Forza Italia, e il colore l’azzurro della nazionale. Se le successive annate balorde dei rossoneri, con i ritorni poco felici di Sacchi e Capello e la sfortunata esperienza di Tabarez, coincidono con Berlusconi all’opposizione. Ecco che la campagna elettorale del 2001 è vinta (anche) grazie al ricorrente nome del funambolo portoghese Manuel Rui Costa, arrivato poi insieme a Filippo Inzaghi (rispettivamente per 80 e 75 miliardi di lire). Come quella vittoriosa del 2008 è segnata dal faccione sorridente di Ronaldinho (25 milioni di euro al Barcellona).

Nel 2006, invece, Berlusconi cedette Andij Shevchenko poco dopo aver perso le elezioni.  Sempre all’opposizione, dopo aver ceduto il passo a Mario Monti, Berlusconi ha ceduto Ibrahimovic e Thiago Silva, oltre a  non aver rinnovato il contratto ai vari Gattuso, Seedorf, Nesta. Ora vuole tornare a governare. E quindi a far vincere il Milan.

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