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“Berlusconi rischia il fallimento”. Der Spiegel, i conti all’ex premier

Foto LaPresse

ROMA – Il crollo delle azioni Mediaset. I risarcimenti per le cause nelle aule di tribunale. I debiti del Milan. Perfino un divorzio costosissimo. L’abbandono di Palazzo Chigi rischia di costare carissimo a Silvio Berlusconi. Der Spiegel, il più diffuso settimanale della Germania, pubblica un’analisi di quanti rischi economici l’ex premier dovrà affrontare nei prossimi anni.

Der Spiegel evidenzia come l’azienda più importante di Berlusconi, le televisioni Mediaset, da tempo non siano più così munifiche. Nonostante alcune evidenti distorsioni di mercato, come una raccolta pubblicitaria superiore rispetto alla quota di ascoltatori del gruppo. Mediaset ha perso nell’ultimo anno più di metà del suo valore azionario. Meno 55% rispetto alla quotazione dell’anno scorso, un salasso che ovviamente avrà gravi ripercussioni sui mega dividendi che Berlusconi, e la sua famiglia, ricevevano. Per quest’anno quindi addio ai 200 milioni di euro che Berlusconi prendeva da Mediaset, perché nessun dividendo sarà staccato per gli azionisti.

Ma non è solo Mediaset la fonte delle preoccupazioni di Arcore. Il Milan è indebitato, oltre 400 milioni di euro, e se le soddisfazioni sul campo sportivo sono importanti, per ripianare una simile situazione finanziaria c’è solo una possibilità, ovvero che Berlusconi apra il portafoglio.

San raffaele

Ma i debiti rossoneri potrebbero diventare poca cosa rispetto ai risarcimenti stabiliti dai tribunali. La mega multa per la corruzione nel caso Mondadori, ma anche gli aiuti illegittimi ricevuti da Mediaset per il finanziamento dei decoder digitali. Vicende che potrebbero costare molto caro, nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Senza contare che l’eventuale acquisizione di Endemol porterebbe Mediaset ad accollarsi i debiti miliardari dell’azienda di contenuti per la Tv.

C’è infine la partita del divorzio da Veronica Lario. Silvio Berlusconi e la “Signora” si sono lasciati male, e l’accordo sugli alimenti potrebbe togliere molte risorse ai conti correnti dell’ex premier. Si parla di cifre importanti, superiori ai venti, trenta milioni di euro l’anno. Un flusso di denaro che si intreccia con la complicata partita dell’eredità, dove una soluzione è ancora molto lontana. La suddivisione del gruppo tra cinque figli, tutti in posizioni di responsabilità, potrebbe però danneggiare ancora di più il gruppo, secondo gli analisti economici.

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